Riduzioni

E' prevista la riduzione del 50% della base imponibile: nei seguenti casi:

Fabbricati di interesse storico o artistico

Per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all'art. 10 del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. La riduzione si applica solo ai fabbricati soggetti a vincolo diretto; i fabbricati con vincolo indiretto (previsto dall’art. 45 del D. Lgs. n. 42/2004, già art. 21 L. 1089/1939) sono esclusi dall’agevolazione.

Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili

Per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. L'inagibilità o inabitabilità è accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al DPR 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la dichiarazione di inagibilità o inabitabilità del fabbricato da parte di un tecnico abilitato

Ai fini dell'applicazione della riduzione, l'inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, fatiscente, pericolante) non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 3 del DPR 308/2001, bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia di cui alle successive lettere c) e d) della medesima norma.

Immobili concessi in comodato

Per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado, cioè genitori o figli, (comodatari) che le utilizzano come abitazione principale. Le condizioni sono:

  • non si tratti di abitazione di lusso;
  • il contratto deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate;
  • il comodatario (e i componenti del suo nucleo familiare) deve avere la dimora abituale e la residenza anagrafica nell’abitazione avuta in comodato;
  • il comodante, che è il soggetto passivo (proprietario, usufruttuario, titolare diritto di superficie, ecc), deve possedere una sola abitazione in Italia;
  • il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all'immobile concesso in comodato, possegga in aggiunta solo un altro immobile adibito a propria abitazione principale nel Comune di Trieste, purché non sia di categoria A/1-A/8-A/9.

In presenza di figli minori il beneficio si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge superstite del comodatario stesso.

Per avere diritto all’agevolazione devono essere rispettate tutte le condizioni sopra richieste. Il venir meno di una sola di esse determina la perdita dell’agevolazione stessa: il soggetto passivo attesta nel modello di dichiarazione il possesso dei requisiti prescritti ai fini dell'applicazione dell'agevolazione.

E' prevista la riduzione al 75% dell'imposta (riduzione del 25%) nei casi di:

Abitazioni locate a canone concordato

abitazioni che vengono date in locazione mediante la stipulazione di un contratto registrato a canone concordato di cui alla Legge 431/1998.

Rientrano in tale tipologia i contratti agevolati (art.2, comma 3, L.431/98), i contratti transitori di cui all'art. 5 commi 1,2,3 L.431/98 (transitori ordinari e transitori per studenti).

Si ricorda che per i contratti non assistiti dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori stipulati a partire dal 15/12/2017 è necessario che il contratto sia corredato da una apposita attestazione che certifichi la rispondenza dei contenuti economici e normativi a quanto stabilito dalle norme di legge come definita dall’accordo territoriale per il territorio del Comune di Trieste siglato lo scorso 14/12/2017 fra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini in conformità al Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasposti del 16 gennaio 2017.
Le parti (locatore e locatario) nel predisporre il contratto di locazione concordato potranno scegliere di farsi assistere dalle rispettive organizzazioni firmatarie dell’accordo. Chi non si farà assistere dalle organizzazioni dovrà comunque richiedere alle organizzazioni stesse il rilascio dell’attestazione di conformità del contratto di locazione all’accordo territoriale che dovrà essere esibita all’atto della presentazione della dichiarazione ad Esatto SPA per poter fruire delle agevolazioni IMU.

L’attestazione non è invece necessaria per poter applicare le agevolazioni IMU ai contratti concordati stipulati precedentemente al 15/12/2017 anche se oggetto di proroga successivamente a tale data, fermo restando l’obbligo dichiarativo.

RIDUZIONI COVID 2021

Per quanto riguarda le riduzioni Covid, la normativa prevede diverse ipotesi di esenzioni Imu, sparse tuttavia in diversi provvedimenti di legge. L’articolo 78 del Dl 104/2020 aveva già disposto l’esenzione anche per gli anni 2021 e 2022 per gli immobili di categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate. Occorre tuttavia prestare attenzione al fatto che ci sono immobili di categoria catastale D/3 utilizzati per altre attività, nel qual caso l’esenzione non opera.

La legge di Bilancio 2021 ha confermato l’esenzione della rata di acconto per il comparto turistico, prevedendo l’esenzione per gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali; immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed and breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate; immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni; immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili, a condizione che i relativi soggetti passivi, siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Si rammenta anche che nella nota metodologica allegata al Dm 22 luglio 2020, il cui contenuto è stato ripreso dal Mef nelle Faq del 7 dicembre 2020, è stato precisato che l’attività deve essere svolta con modalità imprenditoriale, anche con riferimento alle case e appartamenti per vacanze.

Da ultimo, con il decreto Sostegni è stata prevista l’esenzione della prima rata per i soggetti titolari di partita Iva, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario. L’esenzione spetta a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30 per cento rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (il beneficio compete ai «soggetti titolari di partita Iva» attiva alla data del 23 marzo 2021).

Data di aggiornamento: 15.06.2021