Risparmio Energetico

Combustibile per Riscaldamento

Misurare i consumi di combustibile per riscaldamento

Misurare regolarmente i consumi di combustibile per riscaldamento è il primo passo verso il risparmio: consente di stabilire il punto di partenza e valutare i progressi. Se il combustibile è gas metano, si possono misurare i consumi leggendo il contatore oppure consultando i dati di consumo riportati nella bolletta.
Il consumo di gas metano dipende dall’isolamento termico e dall’efficienza degli impianti (riassumibili in una “classe energetica” dell’edificio) ma anche dalle dimensioni dell’edificio riscaldato, dagli orari di accensione e dalle abitudini di chi regola la ventilazione e le temperature.
Ad esempio un appartamento di 80 m2 in classe energetica G, mantenuto a 20 °C durante tutto l’inverno, consuma mediamente 10 m3 di gas metano al giorno  per il riscaldamento (quindi 18000 m3 di gas metano all’anno, con un costo indicativo di 1200 €). Un appartamento delle stesse dimensioni, isolato e dotato di impianti efficienti, può consumare meno di 2 m3 di gas metano al giorno (quindi 360 m3 di gas metano all’anno, con un costo indicativo 250 €). A queste stime vanno aggiunti i consumi per la cottura (se si utilizza un fornello a gas, circa 100 m3 l’anno) e per la preparazione dell’acqua calda sanitaria (se si utilizza una caldaia a gas, circa 200 m3 all’anno).

Temperatura massima 20°C

Gestire correttamente l’impianto di riscaldamento è facile e non richiede investimenti economici. La prima regola è regolare i termostati a non più di 20°C, temperatura che garantisce il comfort e rappresenta il valore massimo consentito dalla legge. E’ consigliabile regolare la temperatura a valori più bassi compatibilmente con le attività che si svolgono all’interno dell’edificio: per ambienti affollati o esposti al sole, oppure per le camere da letto, possono essere sufficienti 18-19°C. Inoltre, negli orari in cui l’edificio è vuoto, la temperatura deve essere regolata su valori più bassi.

Ventilazione

Per respirare aria pulita è necessario assicurare una buona ventilazione in tutte le stanze occupate. D’inverno l’aria che entra nell’edificio deve essere riscaldata, quindi è necessario regolare la ventilazione in modo da garantire la necessaria qualità dell’aria interna e limitare il consumo di energia. In un ufficio o una camera da letto è sufficiente aprire le finestre per pochi minuti al giorno. In un ambiente scolastico o lavorativo può essere necessario ripetere l’apertura delle finestre più spesso, mentre negli ambienti più affollati può essere utile un sistema di ventilazione regolato in maniera automatica.

Isolamento termico

L’isolamento termico dell’edificio è un investimento che porta risparmi a lungo termine. I risultati migliori si ottengono con l’isolamento termico di tutte le strutture dell’edificio. Nel caso di ristrutturazione parziale dell’edificio è possibile realizzare interventi di costo limitato per risolvere problemi specifici: ad esempio sostituire i vecchi serramenti oppure isolare il solaio di copertura, le pareti perimetrali o almeno la nicchia dei radiatori. L’isolamento termico riduce l’energia dispersa dall’edificio, quindi ha numerosi effetti positivi: consente di ridurre gli orari di accensione, abbassare le temperature dei radiatori e utilizzare impianti più efficienti (come ad esempio le caldaie a condensazione e le pompe di calore). L’aumento di isolamento dell’edificio va abbinato a un sistema di ventilazione efficiente e preferibilmente di tipo meccanico e controllato per evitare l’insorgere di muffe e fenomeni di condensa superficiale.

Impianti efficienti

Gli impianti termici utilizzano diverse tecnologie per convertire l’energia (potere calorifico) del combustibile in calore, distribuirlo all’interno dell’edificio e regolare l’emissione per ottenere la temperatura desiderata. In un edificio nuovo o in caso di ristrutturazione è possibile scegliere le tecnologie più efficienti per ridurre al minimo gli sprechi, come ad esempio caldaie a condensazione, pompe di calore, reti di distribuzione isolate, regolazione della temperatura dei radiatori in funzione della temperatura esterna, sistemi di riscaldamento radianti a bassa temperatura e controllo delle temperature per singolo ambiente. Anche nel caso di edifici esistenti, in cui siano possibili solo interventi limitati, esistono diverse opzioni per il miglioramento dell’efficienza. Ad esempio l’installazione di valvole termostatiche su ogni radiatore consente di risparmiare energia grazie alla regolazione della temperatura di ogni stanza, tenendo conto in maniera automatica dei piccoli apporti solari o interni.
Un altro esempio di intervento consiste nel liberare i radiatori da eventuali tende o rivestimenti, che creano una zona inutilmente calda e impediscono la diffusione del calore verso la stanza. Una buona manutenzione ordinaria degli impianti, infine, contribuisce al risparmio energetico perché consente di sfruttare al meglio la tecnologia disponibile e rilevare precocemente la necessità di interventi di pulizia o riparazione.
 

Energia elettrica per illuminazione e servizi

Misurare i consumi

Misurare regolarmente i consumi di energia elettrica è il primo passo verso il risparmio: consente di stabilire il punto di partenza e valutare i progressi. Si possono misurare i consumi leggendo il contatore oppure consultando i dati di consumo riportati nella bolletta della luce.
Secondo recenti dati ISTAT una famiglia dell’Italia settentrionale consuma in media 2700 kWh di energia all’anno, pari ad un costo che oscilla tra i 500 e i 600 Euro. Il costo delle bollette dell’energia elettrica pesa per il 30% sulla spesa annua complessiva per acqua-luce-gas.

Spegnere le luci

I consumi elettrici per illuminazione e per la conservazione dei cibi (frigo – frizer) sono circa il 50% del totale dei consumi elettrici annuali, quindi, il consiglio per risparmiare è quello di sfruttare al massimo l’illuminazione naturale, prestare attenzione nel tenere le luci spente nelle stanze non abitate e utilizzare lampadine a basso consumo energetico in tutti i punti luce interni ed esterni dell’abitazione.

Tariffe orarie

Grazie all’impiego dei contatori elettronici l’energia elettrica ha un prezzo che varia durante la giornata e durante i giorni della settimana: più alto durante il giorno, più basso di sera, notte e nei  giorni festivi. Quasi tutti i contatori elettronici installati sono programmati per rilevare i consumi del cliente distinguendoli in fasce orarie definite dall’Autorità per l’Energia in F1, F2, F3.

  • Fascia F1 (ore di punta): dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 19.00, escluse le festività nazionali;
  • Fascia F2 (ore intermedie): dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle ore 8.00 e dalle ore 19.00 alle ore 23.00, escluse le festività nazionali. Il sabato: dalle ore 7.00 alle ore 23.00, escluse le festività nazionali;
  • Fascia F3 (ore fuori punta): dal lunedì al sabato dalle ore 00.00 alle ore 7.00 e dalle ore 23.00 dalle ore 00.00. La domenica e i giorni festivi in tutte le ore della giornata.

Eliminare i consumi nascosti

Una forma di spreco di energia molto diffusa è la presenza di numerosi apparecchi elettronici in stand-by all’interno dell’abitazione: televisori, videoregistratori, lettori DVD, impianti stereo, macchine del caffè, alimentatori di cellulari e computer, ecc.
E’ buona norma assicurarsi di aver scollegato elettricamente tutte le possibili utenze in stand-by ogni qual volta non siano utilizzate o ricorrere a sistemi domotici per la gestione intelligente di tutti i dispositivi elettrici all’interno della casa.

Elettrodomestici efficienti

In casa, facciamo largo uso di elettrodomestici. Solitamente quelli più vecchi hanno consumi eccessivi. Ad esempio, negli ultimi dieci anni i consumi medi d’acqua per ciclo di una lavastoviglie si sono ridotti notevolmente, con la conseguente riduzione di detersivo per il lavaggio e di energia termica per riscaldare l’acqua. Attenzione, questo non significa in assoluto che un elettrodomestico nuovo consumi poco. Per agevolare e rendere confrontabili le prestazioni e i consumi dei nuovi elettrodomestici, la Direttiva Europea 92/75 stabilisce che la loro efficienza sia indicata su un’etichetta che accompagna l’elettrodomestico. La classe energetica è indicata secondo una scala che va dalla A alla G, dove la A indica i consumi più bassi, quindi, nel momento in cui sia necessario cambiare elettrodomestici (non cambiare per forza, non sarebbe ecosostenibile) è opportuno spendere qualche soldo in più per acquistare elettrodomestici che consumino di meno.

label_data_aggiornamento: 2019.03.12