angle-left null Serena Zors. Oltre il cielo l’infinito
12 aprile 2019

Serena Zors. Oltre il cielo l’infinito

Presentata oggi nella Sala U.Veruda di Palazzo Costanzi, in piazza Piccola 2, l’originale mostra dell’artista triestina.

L’inaugurazione ‘multimediale’ si terrà domani, sabato13, alle ore 20 con una performance di arte visiva, luce, musica, poesia e recitazione.
 
Domani, sabato 13 aprile, alle ore 20, nella Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi, in piazza Piccola 2, si inaugura la mostra “Serena Zors. Oltre il cielo l’infinito” dell’artista triestina Serena Zors, realizzata  con il contributo del Comune di Trieste, ideata e curata dall’architetto Marianna Accerboni. Sarà un’inaugurazione multimediale creata da Accerboni, piena di magiche soprese: una performance di arte visiva, luce, musica, poesia e recitazione che movimenterà lo spazio espositivo ma anche la piazza antistante Palazzo Costanzi con i colori e le immagini prediletti dall’artista, accompagnati dalle note composte dal Maestro Silvio Donati e dalle poesie scritte da Serena e interpretate dall’attore Gualtiero Giorgini.
L’esposizione del tutto originale, realizzata con fascinosi oggetti mediante la tecnica Tiffany e piccole sculture in steatite, propone un’ottantina fra dipinti a olio e ad acrilico. Serena Zors, attraverso i coloratissimi disegni di ritratti, nudi e paesaggi e le particolarissime sculture scolpite in una baita vicino a Innsbruck, a 1800 metri, crea un mondo fantastico, avulso dalla realtà, un mondo surreale e simbolico, fatato e felice in un equilibrio armonico pervaso dall’amore. Gioia di vivere e pioggia, vento e calma atarassica, fiaba e gioco connotano i suoi disegni divenuti dipinti, i cui parametri ritroviamo spesso in alcuni esempi di edifici realizzati da grandi firme dell’architettura contemporanea d’avanguardia. Un’artista speciale, che dagli anni Ottanta a oggi, fra Trieste, dove ha lasciato il cuore e Monaco di Baviera, in cui vive e opera da decenni, non ha mai interrotto la sua ricerca. Un percorso iniziato fin da bambina con il disegno e la pittura e la realizzazione di ritratti, nudi e paesaggi, proseguito con l’apprendimento  negli anni ottanta di una tecnica artistico-artigianale di grande pregio, quella dei vetri Tiffany, interpretata in modo del tutto originale e personale con passione e scrupolosamente, intrecciandola spesso a inserti di specchio moltiplicanti il fascino cromatico e compositivo di queste creazioni. Una tecnica tuttavia che a un certo punto mette a repentaglio la sua salute e che deve rassegnarsi ad abbandonare.
Per Serena Zors l’esigenza primaria è sempre raccontare il proprio mondo interiore confrontandolo con il reale, così diverso. Un’artista dunque semplice e complessa al tempo stesso; semplice per i temi trattati, giocosi, simbolici, colorati, allegri, ma complessa per l’universo simbolico di cui sono intrise le sue articolate e vivaci composizioni, che sa esprimere il proprio bisogno di libertà. E che sa donare  un attimo di magica bellezza e di onirica speranza, distraendo da un universo tecnologico e spesso intriso di solitudine cosi come nella scultura sembrano invece trovare un momento di pace e di riflessione.
Per l’Amministrazione comunale è intervenuto l’assessore alle Risorse Umane che ha rivolto parole di vivo apprezzamento per la mostra di altissimo livello dell’artista triestina  e per le sue opere, caratterizzate da un equilibrio straordinario, che saranno certo in grado di entusiasmare i visitatori in una Sala Veruda che si conferma ‘centro strategico espositivo’, in cui diversi artisti possono esprimere la loro creatività.
Serena Zors nasce a Trieste, che lascia poco più che ventenne per Monaco di Baviera, dove tuttora vive e opera. Sin da giovanissima si dedica allo studio del disegno e della pittura, realizzando lavori di gusto naïf. Nel 1980 è allieva a Monaco della Kunstgewerblerin Erika Liebl, artista artigiana da cui apprende l’arte del vetro secondo la famosa tecnica Tiffany. Dal 1985, per 12 anni realizza su proprio design, indipendentemente dallo studio Liebl, oggetti, lampade e vetrate in stile Tiffany, che, esposti in numerose mostre, riscuotono grande consenso e la portano anche a lavorare per arredamenti d’interni.
Nel ’91 torna a Trieste per una personale alla Galleria Al Bastione, al cui successo fanno seguito altre esposizioni nella sua città, alla Scuola dei Mercanti della Madonna dell’Orto di Venezia e a Monaco. In occasione di una personale allo Spazio Arte Vinissimo della capitale bavarese, il presidente dell’Azienda Autonoma di Turismo di Trieste, Alvise Barison, giunto appositamente dal capoluogo giuliano, le conferisce la Medaglia al Merito per gli Italiani all’estero.
Verso la fine degli anni ’80, durante numerosi viaggi a New York e frequenti visite al Metropolitan Museum, scatta l’interesse per la scultura, che realizza principalmente in steatite (o pietra ollare), una roccia particolare, simile alla giada, metamorfica, di struttura e colore molteplici.
Nel 2014 espone con grande successo alla Sala del Giubileo di Trieste e alla Galleria Rettori Tribbio, quest’ultima nell’ambito di un evento multimediale di luce, parole e musica a lei dedicato dall’architetto light designer Marianna Accerboni: nel corso della vernice gli attori Gualtiero Giorgini e Roberta Colacino interpretano la favola Il mistero della bambina e dell’albero, composta per la Zors dal grande scrittore e saggista Khaled Fouad Allam, editorialista de Il Sole 24 Ore e autore de Il Jihadista della porta accanto. Nel 2015 un’altra performance multimediale di luce, parole e musica, intitolata Oltre il reale, ideata e curata da Accerboni, ha incorniciato alla Galleria Melori & Rosenberg di Venezia una successiva personale della Zors. Nel 2015, nell’ambito del prestigioso Concorso Internazionale di pittura Dario Mulitsch, riceve il premio della Regione FVG. A Trieste frequenta da anni l’atelier del maestro Livio Možina, nel cui ambito perfeziona le trasparenze e le velature della tecnica a olio.
Appuntamenti collaterali:  Nell’ambito della rassegna avranno luogo a Palazzo Costanzi alcuni appuntamenti collaterali curati da Marianna Accerboni: martedì 23 aprile, alle ore 19, ci sarà una visita guidata, domenica 28 aprile e 5 maggio alle 11 avranno luogo una visita guidata e un laboratorio di disegno e pittura rivolti, in particolare, ai giovanissimi. La curatrice è disponibile a condurre visite guidate anche in altri orari e giornate (info e prenotazioni +39 335 6750946).
Alla fine di ogni appuntamento seguirà un vin d’honneur con vini dell’Azienda Agricola Sancin.     

Comts/RF
 

Serena Zors. Oltre il cielo l’infinito