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08 marzo 2021

Ricevuto in municipio l’architetto Ennio Cervi

Presentata al sindaco Roberto Dipiazza e all’assessore alla cultura Giorgio Rossi l’opera monografica “Ennio Cervi. I disegni, la pittura”. Donata al sindaco anche una raccolta-sintesi degli elaborati del recupero e valorizzazione della Foiba di Basovizza

Temi culturali e storici sono stati al centro oggi pomeriggio (lunedì 8 marzo) del cordiale e amichevole incontro, svoltosi nel salotto azzurro del Comune di Trieste, tra il sindaco Roberto Dipiazza e l’architetto Ennio Cervi, presente anche l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi.

Nell’occasione l’architetto Cervi ha donato al sindaco Dipiazza la sua opera monografica “Ennio Cervi. I disegni e la pittura” e sopratutto una raccolta-sintesi degli elaborati del suo lavoro a ricordo del recupero e della valorizzazione dell’area e del Monumento nazionale della Foiba di Basovizza. Ringraziando per questi graditi e significativi doni, “ulteriori preziosi segni che testimoniano i positivi passi fatti insieme”, il sindaco Roberto Dipiazza ha consegnato all’architetto Ennio Cervi lo stemma ufficiale del Comune di Trieste, “un gesto di gratitudine e stima per la sua meritoria opera culturale che si unisce al profondo valore del Ricordo”.

“Ennio Cervi. I disegni e la pittura” è un accurato volume, che si apre con una presentazione dell’editore e un’introduzione di Giulio Montenero - il primo a stilare un testo critico sull’artista in occasione della prima mostra di Ennio Cervi alla Sala Comunale d’arte di Trieste nel ‘63 - dove vengono riassunti, attraverso numerosi testi e oltre 200 foto di opere, riprese dai fotografi Ennio Demarin e Gianni Mohor, settantadue anni della sua intensa attività. Viene così rappresentata una memoria storica molto dettagliata dell’evoluzione del linguaggio artistico dell’architetto e pittore triestino dagli esordi, avvenuti a fine anni Quaranta, a oggi.

Nato a Trieste nel 1936, Ennio Cervi si è laureato in architettura a Venezia con Ignazio Gardella. Libero professionista, ha lavorato inizialmente con il padre Aldo e negli studi del gruppo Boico-Cervi-Frandoli-Nordio, soprattutto nell’ambito della cantieristica navale. E’ il periodo delle “navi bianche” (1949 – 1966) che escono dai cantieri navali di Trieste e di Monfalcone e in tale ambito ha avuto modo di frequentare a Trieste artisti come Bergagna e Rossini, Sbisà, Mascherini, Predonzani, Righi, Sormani, Perizi e a Venezia Music, chiamati a decorare le navi con le loro opere. Contemporaneamente, dal ’63, ha esposto a livello nazionale e internazionale i propri lavori grafici e pittorici, allacciando un sodalizio con l’artista Livio Schiozzi e creando, fino a oggi, qualche migliaio di opere. Presidente dell’Ordine degli Architetti nel biennio ’76 – ’78 e docente dal 1980 al 1983 al Corso di Igiene Edilizia e Urbanistica della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università di Trieste, ha progettato lavori nel campo dell’edilizia pubblica e privata, realizzando in tale ambito monumenti commemorativi, tra cui, ultimo in ordine di tempo, il recupero dell’area della Foiba di Basovizza, con la nuova perimetrazione del Sacrario e la realizzazione del monumento e del centro di documentazione.

COMTS-GC

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