null Presentato in Municipio il “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” (PUMS) del Comune di Trieste.
24 luglio 2020

Presentato in Municipio il “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” (PUMS) del Comune di Trieste.

Adottato dalla Giunta Municipale, sarà ora proposto, per 60 giorni, alle “osservazioni” e suggerimenti dei cittadini, per poi approdare al voto del Consiglio Comunale
Presentato in Municipio il “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” (PUMS) del Comune di Trieste.

Il nuovo “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e Rapporto Ambientale del Comune di Trieste”, adottato proprio ieri pomeriggio (23 luglio) dalla Giunta Municipale, relatrice l'Assessore delegato a Città, Territorio, Urbanistica e Ambiente, è stato presentato oggi, alla presenza della stessa amministratrice, affiancata dal Direttore del Dipartimento TEAM (Territorio Economia Ambiente Mobilità) del Comune ing. Giulio Bernetti e dai tecnici del medesimo Dipartimento Fabio Lamanna e Paola Capon che hanno particolarmente seguito la redazione del Piano (aggiudicata, con il contestuale iter di Valutazione Ambientale Strategica, al Raggruppamento Temporaneo di Imprese Sintagma di Perugia - FIT Consulting di Roma e Studio Tecnico ingg. Fiorella Honsell e Roberto Catalano di Trieste), nonché le fasi di “primo ascolto” della popolazione (ora seguirà, per la durata di 60 giorni, quella delle “osservazioni”) e le relative progettazioni.

 

Ve detto innanzitutto che il PUMS fa parte del Progetto europeo “Civitas Portis” che, nell'ambito del programma Horizon 2020, intende definire, testare e valutare una serie integrata di misure innovative di mobilità sostenibile miranti, in particolare, a risolvere i problemi più specifici delle città portuali in Europa.

 

Bisogna altresì sottolineare – per capire la natura di questo “strumento” - che il PUMS è un Piano strategico a lungo termine tendente a tracciare degli indirizzi di massima, lungo i quali trovare delle soluzioni generali atte in particolare a migliorare il sistema dei trasporti e la “sostenibilità” della mobilità complessiva in città. In altre parole, vi vengono indicate alcune principali esigenze e intendimenti, e possibili soluzioni innovative. Non ancora i singoli progetti “particolareggiati”, che verranno poi, via via, decisi di conseguenza, come applicazione del PUMS, e come tali andranno a inserirsi e a eventualmente a modificare il più specifico, “concreto” e dettagliato Piano Urbano del Traffico. Non si creda però che, per questo, il PUMS non abbia una sua importante funzione. Al contrario, secondo le più recenti “regole” europee, solo i progetti che potranno “ritrovarsi” o venire in qualche misura messi in relazione con le “progettazioni vaste” dei PUMS potranno accedere ai finanziamenti per la mobilità previsti a livello europeo, nazionale o regionale!

 

In tal senso, nel nostro PUMS sono state inserite tutta una serie di “previsioni” riguardanti, in generale, la mobilità all'interno della città, ma anche le relazioni fra la città e gli altri Comuni del territorio, nonché quelle di breve raggio con un hinterland più ampio; e, correlate a queste, alcuni obiettivi particolarmente interessanti e ambiziosi, tali da connotare profondamente, se realizzati, il “volto” prossimo e futuro del 'sistema', quali il miglioramento delle condizioni di sicurezza degli spostamenti, la riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico e dei consumi energetici, una maggiore efficienza ed economicità dei trasporti di persone e merci ottimizzando le scelte modali, l'accrescimento ulteriore della già elevata attrattività del nostro territorio e della qualità del nostro ambiente.

 

A tal fine – ed ecco qui la “discesa” verso l'indicazione di alcuni obiettivi, ancora di massima, ma certamente già più “leggibili” e concreti - sono postulate nel Piano, e in ognuno dei suoi ben 46 allegati - alcune importanti soluzioni e realizzazioni quali – come ha evidenziato l'Assessore comunale all'Urbanistica, e solo per citarne le principali – la localizzazione di sistemi ettometrici di risalita (come scale mobili e ascensori verticali), localizzati in punti specifici, in rioni o zone di forte pendenza (ad esempio San Giovanni o la zona dell'Università); una cabinovia tra le Rive, il Porto Vecchio, Park Bovedo e Opicina; l’”attrezzaggio”, in luoghi ben precisi del territorio, di cosiddette “cerniere di mobilità” dove si concentrino parcheggi di scambio, linee di pubblico trasporto, servizi sharing, dotazioni per la smart mobility ecc. e ciò per mettere nelle condizioni soprattutto chi si sposta giornalmente o chi dai comuni limitrofi entra a Trieste, di parcheggiare gratuitamente la propria auto e proseguire con un trasporto veloce, così decongestionando il centro città da una importante quota di traffico privato; e ancora, opportune modifiche alla rete del Trasporto Pubblico Locale (ad esempio, ma non soltanto, per migliori collegamenti fra le diverse strutture e Istituti della “Città della Scienza” e il centro cittadino, o per la creazione di una nuova “dorsale” del TPL, ad elevata capacità, tracciata da Muggia al Park Bovedo); e poi nuove Zone 30, perfezionamento del regime di sosta veicolare e migliore “convivenza” fra traffico motorizzato, pedoni e ciclisti; ciclabilità e nuovo “Biciplan”, quest'ultimo peraltro da demandare a una successiva approvazione, necessitando ancora di ulteriori fasi di partecipazione e confronto con i c.d. “portatori di interesse” sul tema (non solo ciclisti quindi, ma anche pedoni, automobilisti, autisti di bus o tassisti) poiché la “filosofia” di questi Piani non è quella di “contrapporre” ma, al contrario, di armonizzare il più possibile i desideri ma anche le esigenze concrete di tutti i diversi “gruppi” di utenti della strada e della città tout court; e, infine – da ultimo, ma non meno importanti – alcuni interventi per ottimizzare la distribuzione delle merci sul territorio (come la localizzazione di centri di distribuzione fuori dal centro città, “punti” per il recupero dei pacchetti dell'e-commerce e relativa logistica); nonché alcune nuove soluzioni per la viabilità interna cittadina, quali il già prefigurato ring del centro città a senso unico antiorario, la nuova galleria tra via D'Alviano e largo Mioni, o il senso unico nella Galleria Sandrinelli verso piazza Goldoni, sole per citarne le principali.

Progettazioni che conosceranno un arco di tempo comunque ampio per poter venire realizzate e ancor prima finanziate, essendo il PUMS “attivo” e fruibile – come ha spiegato l'ing. Bernetti – entro un “orizzonte” di 10-15 anni, fino, almeno, al 2030.

 

Per intanto “scatterà” ora la c.d. “fase delle osservazioni” che, per la durata di 60 giorni, consentirà a enti, gruppi diversi e singoli cittadini di intervenire e inviare proposte e suggerimenti, di qualunque portata e livello, trasmettendole direttamente agli Uffici tecnici del Comune, tramite PEC.

Dopo la quale, spetterà al Consiglio Comunale valutare e decidere su tali proposte, eventualmente formulandone delle proprie quale massima Assemblea rappresentativa cittadina, per poi approvare il Piano nel suo complesso.

 

Sarà “il 1° PUMS di Trieste”, come lo ha definito l'ing. Bernetti, che ne ha anche, in chiusura, sottolineato fortemente l'importanza, "e non solo per essere un fondamentale strumento per l'accesso ai fondi europei e nazionali, ma anche per aver comportato lo svolgimento di un'indagine davvero approfondita sulla mobilità in città e nel nostro territorio, sulle sue caratteristiche, problematicità, abitudini consolidate e difficoltà: la prima di questo tipo e livello dopo 20 anni ! Una base di dati solida – ha detto – sulla quale poter ora lavorare con maggior chiarezza”.

 

 

COMTS – FS