null Presentate le attività del nuovo “Nucleo per il contrasto alla violenza, stalking e abusi” della Polizia locale del Comune di Trieste.
25 giugno 2020

Presentate le attività del nuovo “Nucleo per il contrasto alla violenza, stalking e abusi” della Polizia locale del Comune di Trieste.

Illustrate oggi alla Caserma “San Sebastiano” dal Vicesindaco Polidori con il comandante della Pl Milocchi e la responsabile del Nucleo, Ispettore Capo Federica Marassi  
Presentate le attività del nuovo “Nucleo per il contrasto alla violenza, stalking e abusi” della Polizia locale del Comune di Trieste.

Le attività, le modalità operative e i rilevanti risultati fin qui conseguiti da un nuovo Servizio della Polizia Locale di Trieste, che, per le sue peculiari caratteristiche, per la specifica preparazione e formazione e per lo speciale approccio che richiede, anche in termini psicologici e di capacità di “intercettare” e trattare situazioni personali complesse, davvero problematiche e spesso “nascoste” e non dichiarate, si configura come uno fra i più delicati attivi presso il Corpo, sono stati illustrati oggi alla Caserma “San Sebastiano”.     

Ci riferiamo al neo-istituito “Nucleo per il contrasto alla violenza, stalking e abusi”, formalmente costituito in forma autonoma in tempi recentissimi (in precedenza le relative attività venivano svolte dal Nucleo di Polizia Giudiziaria, con il quale il nuovo Servizio continua  naturalmente a collaborare strettamente) e operante presso il Comando della PL di via Revoltella 35, in appositi locali dotati di requisiti adeguati (isolamento acustico, assoluta riservatezza), necessari per “accogliere” testimonianze e confessioni di persone che vivono e subiscono violenze o comunque situazioni pesanti ai limiti della sopportabilità e della paura.   

 A presentare questa importante e nuova opportunità di ascolto e tutela che la Polizia Locale è in grado di offrire alle donne (ma in vari casi anche uomini) e ai minori di questa città vittime di violenze, in linea con le normative nazionali più recenti contro ogni forma di “violenza di genere”, sono intervenuti il Vicesindaco e assessore alla Polizia e Sicurezza Paolo Polidori, il Comandante del Corpo di PL Walter Milocchi e l'Ispettore Capo di PL Federica Marassi coordinatrice e responsabile del Nucleo.     Ha introdotto il Vicesindaco Polidori definendo questa nuova iniziativa, mirante a inserire nel Corpo una “specializzazione” specifica, tale da poter assolvere anche a questi compiti molto delicati e particolari, di norma esercitati finora prevalentemente dalle maggiori forze di polizia nazionali (Polizia di Stato e Carabinieri), come “uno dei momenti più importanti e significativi per la sempre maggiore qualificazione della PL triestina”.     

“Qualificazione e compiti, a dire il vero non del tutto nuovi – ha aggiunto il Vicesindaco – se si pensa che la Polizia Locale di Trieste è comunque già da anni impegnata in tal senso, con operatori specializzati e in continua formazione specifica, fin qui in forza al Nucleo di Polizia Giudiziaria; e che ancora al 2012 risale il primo corso di formazione intensivo sulla violenza di genere che vide la partecipazione di ben 115 operatori di PL, 40 dei quali vennero poi selezionati per un ulteriore approfondimento, così  garantendo a ogni struttura del Corpo a contatto con il pubblico la presenza di almeno un operatore specificamente formato e sensibilizzato per riconoscere e gestire determinate situazioni.”     “E se già quella fu, per l'epoca - ha sottolineato Polidori -, un'iniziativa in certo modo pionieristica e precorritrice anche rispetto a taluni successivi interventi normativi nazionali sul tema - tanto che quel corso venne premiato dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani (con il Premio ANCI Sicurezza Urbana) come miglior progetto per la Sicurezza Urbana a livello nazionale -, oggi, strutturando e dando autonomia a questo nuovo Nucleo, puntiamo a operare in questo settore in modo ancor più specifico e mirato”.     

“Tutto ciò nella convinzione – ha concluso il Vicesindaco Polidori – che un Nucleo così “dedicato” (attualmente di sole tre operatrici, tuttavia sempre operanti in coordinamento funzionale col Nucleo di PG, e che intendiamo comunque progressivamente potenziare) possa ottenere significativi risultati e apprezzamenti; anche per il suo essere “comunale” e attivo nell'ambito di una “polizia di prossimità” quale è di fatto la “Municipale”, ovvero una polizia molto più a contatto diretto con i cittadini, presente e “colloquiale” ovunque nelle strade, nei rioni, spesso recandosi nelle case d'abitazione per i più diversi motivi di tipo amministrativo (controlli edilizi, certificazioni, verifiche di residenza ecc.); e pertanto in grado di conoscere più agevolmente e immediatamente e “percepire” prima di altre forze dell'ordine il sussistere di certe situazioni “a rischio”, potendo svolgere quindi, forse meglio di altri, quelle iniziative di prevenzione che spesso risultano importantissime per evitare il compiersi di violenze o almeno impedire il loro aggravamento.”     

Il Comandante Milocchi, pur osservando come la nostra città sia abbastanza “tranquilla” quanto a numero complessivo di reati, ha tuttavia rimarcato come questo specifico aspetto della  violenza di genere, dello stalking e degli abusi su minori non ci veda purtroppo esenti o tanto distanti dal panorama generale, tanto che i casi sono abbastanza numerosi, “localizzati” soprattutto all'interno delle famiglie, meno sui luoghi di lavoro o negli spazi pubblici e sui mezzi del trasporto pubblico (“e ciò grazie anche alla notevole presenza di telecamere”). Motivo per cui, accanto al rafforzamento della già operante ottima collaborazione con le associazioni e i centri anti-violenza come il GOAP e con i diversi enti e uffici di servizio sociale (assistenti sociali, strutture sanitarie ecc.), sarà certamente da potenziare anche il nostro nuovo “Nucleo contrasto alla violenza, stalking e abusi” “per poter lavorare con ancor più specifica attenzione su questi reati”.     

La responsabile del Nucleo, Ispettore Capo Federica Marassi – che è anche attiva come docente su queste tematiche nei corsi di formazione per le Polizie Locali dell'intera regione FVG e non solo – ha quindi spiegato nel dettaglio come sia davvero fondamentale una attenta preparazione del personale, in un campo che è di per sé massimamente “specialistico” andando a toccare aspetti tanto delicati come l'intimità delle persone, i rapporti familiari, la debolezza psicologica, sentimenti contrastanti, dubbi e timori, il rischio della rassegnazione, la difficoltà di interrompere un rapporto pure ormai sporcato dalla violenza, il disagio di doverne parlare, la paura. “Per accogliere nel modo più giusto la vittima e affrontare problemi di questo livello occorre – ha detto la Marassi – naturalmente la massima delicatezza e una preparazione specifica, all'insegna della massima umanità, competenza e professionalità, ma è anche importante disporre di un “luogo” in tutto adeguato, per mettere la persona il più possibile a suo agio, in termini di assoluta discrezione e fiducia, evitandole il rischio di in nuovo trauma, di un nuovo timore o insicurezza (la c.d. “vittimizzazione secondaria”). Attualmente abbiamo creato delle stanze “ad hoc”, opportunamente isolate, ma su questo intendiamo fare ancora di più, aggiungendo specifiche strumentazioni e ausili, ad esempio attrezzando adeguatamente una stanza per l'audizione delle vittime di violenza, il cui allestimento, tra l'altro, deve rispettare specifiche procedure di legge.     

Ricordando come a livello nazionale la “violenza di genere” sia un fenomeno ormai diffuso e radicato, trasversale e in gran parte sommerso (solo il 12,8% delle violenze viene denunciato, con una percentuale che tra l'altro diminuisce fortemente, fino al 2%, quando la denuncia riguarda una violenza sessuale; e colpendo, nel corso delle loro vita, fino a poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni ovvero il 31,5% della popolazione femminile secondo i dati Istat del 2014),  l'Ispettore Capo Marassi  ha quindi rimarcato alcuni principali dati dell'attività della PL di Trieste in questo campo, finora esercitata da alcuni operatori specializzati del Nucleo di Polizia Giudiziaria che in questi ultimi 8 anni hanno compiuto ben 300 indagini, procedendo anche all'esecuzione di numerosi arresti e all'ottenimento di diverse misure cautelari. Questi “casi” hanno riguardato: 68 maltrattamenti verso familiari o fanciulli, 5 violazioni di obblighi di assistenza, 39 casi di percosse all'interno dell'ambiente familiare, 6 casi di abbandono di minore o incapace, 25 di sfruttamento di minori in accattonaggio, 4 casi di sequestro di persona (in ambito familiare), 36 di violenza sessuale (la maggioranza in ambito familiare, anche a danno di minori), 14 di violenza privata in ambito familiare, 6 casi di abuso di mezzi di correzione, 35 minacce semplici e aggravate nell'ambito familiare o di relazione di coppia, 33 casi di stalking, 3 violazioni di domicilio (in ambito di violenza domestica), 3 casi di sfruttamento della prostituzione, 2 atti sessuali con minorenni, 7 casi di atti osceni in luogo pubblico a danno di minore, 2 di sottrazione di minori, 7 circonvenzioni di incapace, nonché diverse indagini per truffe agli anziani (reato odioso che, in molti casi, anche per l'età della vittima, la mette in una condizione di particolare vulnerabilità).     

Ancora la Marassi ha sottolineato il ruolo fondamentale degli operatori di polizia nel reprimere questi reati in flagranza, ma anche nel portare alla luce situazioni di disagio prima che degenerino con conseguenze peggiori. “Ed è proprio in tal senso – ha aggiunto – che l'operato della Polizia Locale è, a maggior ragione prezioso, in primo luogo per la sua condizione potenzialmente privilegiata di “polizia di prossimità” la quale, per le specifiche mansioni che svolge (come già detto, dai controlli anagrafici ed edilizi agli interventi in piccole liti condominiali, lamentele di caseggiato o di rione) può più facilmente “intercettare” situazioni private a rischio prima che sia troppo tardi, e potendo spesso di conseguenza intervenire prima rispetto ad altre forze dell'ordine, il cui intervento sovente avviene quando il disagio è già esploso con la manifestazione della violenza. Inoltre, la PL è spesso “sentita” come più vicina e “facile” da avvicinare, per un “dialogo” forse più semplice e meno formale rispetto alle altre forze dell'ordine, anche per parlare e chiedere un aiuto per questi casi personali e “difficili”. Fatto sta – ha concluso l'Ispettore Capo Marassi – che, sempre più, le vittime di questo tipo di violenze e abusi “scelgono” noi per riferire quanto loro accade e chiedere un supporto. Fermo restando il fatto che, in linea generale, mentre per  ognuno di questi caso è necessario e opportuno “aprire” comunque almeno una pratica di riferimento – e di ciò avvisiamo sempre chi ci interpella -, per i più gravi reati di cui veniamo a conoscenza resta ovvio l'obbligo di legge della segnalazione immediata all'Autorità Giudiziaria.”    

COMTS – FS