null Pechino i colori della metamorfosi in un album di fotografie italiane di inizio novecento
05 febbraio 2021

Pechino i colori della metamorfosi in un album di fotografie italiane di inizio novecento

Mostra virtuale al Civico Museo d’Arte Orientale

Sabato 6 febbraio, alle ore 16.00, on line in diretta Facebook, avrà luogo l’inaugurazione della mostra virtuale “PECHINO. I colori della metamorfosi in un album di fotografie italiane di inizio Novecento”, che rimarrà aperta fino al giorno 14 febbraio.

La mostra sarà visitabile eccezionalmente, in ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio scorso e fino al permanere della Regione Friuli Venezia Giulia in zona gialla (salvo ulteriori disposizioni governative), nei giorni di giovedì 11 e venerdì 12 febbraio con orario 10-17. Ingresso libero. La visita virtuale potrà avvenire sul sito del Civico Museo d'Arte Orientale museoarteorientaletrieste.it e sul sito dell'Associazione Nuove vie della Seta

www.nuoveviedellaseta.com.

La mostra, promossa dal Comune di Trieste e ideata e curata dalla Associazione Culturale Nuove Vie Della Seta di Trieste in occasione della CHINESE WEEK 2021, è ospitata nelle due sale espositive al piano terra e comprende una ventina di fotografie, nell'intento di raccontare ai visitatori una Pechino di inizio Novecento, apparentemente lontana e inaccessibile, ma di fatto ancora viva nelle forme e nei colori per cui oggi è conosciuta. Un percorso che inizia da dove si era interrotta la mostra fotografica della scorsa edizione della Chinese Week, “La testa del drago. I primi mattoni della Grande Muraglia in un album di fotografie italiane di inizio Novecento”, ossia dal passo Shanhai a Qinhuangdao, dove appunto la Grande Muraglia incontra il mare di Bohai. Da qui si invita il visitatore a scrutare il cielo per poi ritrovarsi a 14 metri di altezza in cima all’Antico Osservatorio Astronomico di Pechino, dove tutt'oggi sono conservate strumentazioni antichissime in perfette condizioni.

Dalle stelle a Dio il passo è breve, e addentrandoci nel centro città notiamo la coesistenza di vari culti religiosi, rappresentati dal tempio confuciano, la chiesa di San Michele e la pagoda di Beihai, in stile tibetano, che al suo interno racchiude scritture, paramenti e resti di monaci buddisti.

A questi scatti, forse meno conosciuti, della capitale se ne affiancano di ben più noti che ritraggono il complesso del Tempio del Cielo, forse il simbolo più famoso assieme alla Città Proibita, che si trova geograficamente al centro esatto della città di Pechino. Spostandoci dal centro città, l'itinerario prosegue verso quella che è divenuta nota come la “residenza estiva dell’imperatore”, o “Palazzo d’Estate”, dove gli scatti si soffermano un po’ più a lungo del solito, perché le sue attrazioni sono molte, e così gli aneddoti da raccontare: dai “capricci” di un’imperatrice, al numero degli archi del ponte, alle simbologie. Ed infine, come siamo entrati da una porta, sul mare, così usciamo da un'altra, sulla terraferma, ovvero da quella del cosiddetto “Virtuoso Trionfo”.

Informazioni Civico Museo d'Arte Orientale via San Sebastiano, 1 Trieste tel +39 040 3220736 | +39 040 675 4068-4039 www.triestecultura.it www. museoarteorientaletrieste.it museoarteorientale@comune.trieste.it.

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