null Palæomovies Film Fest 2019.
20 novembre 2019

Palæomovies Film Fest 2019.

Cinema documentario sulla preistoria dell’uomo. Il programma della V edizione con gli appuntamenti del 23, 24, 30 novembre e 1 dicembre al Museo Civico di Storia Naturale di via dei Tominz, 4 a Trieste con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Palæomovies Film Fest 2019.

Dopo il successo degli anni precedenti, torna a Trieste, dal 23 novembre al 1 dicembre 2019, il PalæoMovies Film Fest. Giunta alla V edizione, la rassegna mira a far conoscere al pubblico, attraverso il cinema documentario, le ricerche e le scoperte più recenti sulla preistoria dell’uomo. Un viaggio a ritroso nel tempo tra culture vicine e lontane per scoprire comportamenti, tradizioni e costumi dei nostri antenati.

Promosso dal Comune di Trieste, Servizio Musei e Biblioteche, Civico Museo di Storia Naturale, assieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Società per la Preistoria e la Protostoria del FVG – Onlus, il Film Fest è curato dall’archeologo della Soprintendenza Roberto Micheli con la collaborazione della conservatrice del Museo Deborah Arbulla.

Il festival, ricorda l'assessore alla Cultura, Giorgio Rossi, “rinnova ancora una volta la collaborazione tra Musei e Soprintendenza, una partnership importante che contribuisce anche alla valorizzazione e a una migliore conoscenza delle significative, e spesso uniche, collezioni scientifiche conservate al Museo di Storia Naturale”. Da parte sua la direttrice del Servizio Musei e Biblioteche, Laura Carlini Fanfogna, sottolinea “l'impegno riversato nell'iniziativa che di anno in anno cresce in termini di film proposti e di ospiti presenti. Una rassegna di alto valore scientifico e non per questo meno pensata per il pubblico più ampio cui sono destinati approfondimenti, conferenze e laboratori. Un obiettivo fortemente voluto dall'Amministrazione che mira a rendere i musei luoghi di incontro per tutti”.

Diciassette produzioni, tra film e documentari, narrano piccole e grandi storie, alcune riemerse dopo millenni dalla terra, altre che persistono tuttora in qualche luogo sperduto del pianeta. Tutte raccontano la lunga e complessa vicenda umana.

Sempre introdotti e commentati da importanti esperti del settore e da alcuni dei registi, gli appuntamenti sono anche occasione per conoscere meglio le importanti collezioni del Museo di Storia Naturale, con particolare riguardo alla sezione dedicata all'evoluzione dell'uomo.

Un approfondimento da non perdere è previsto per domenica 24 novembre, quando, alle ore 10.30, è in programma la conferenza del paleoantropologo Giorgio Manzi, professore a "La Sapienza" e uno dei maggiori esperti del settore, dal titolo "Homo sapiens: come siamo arrivati fin qui". Tentare di comprendere la storia umana prima della Storia (quella scritta) è una delle sfide più affascinanti della conoscenza scientifica. Nel tempo profondo ritroviamo anche il nostro posto nella natura ed è da lì che possiamo disegnare la genesi delle diversità fra gli esseri umani. E' uno studio che parte da ossa fossili, manufatti, siti preistorici e dati di biologia molecolare, portandoci a ricostruire le vicende di quel gruppo di scimmie bipedi che in Africa, milioni di anni fa, intrapresero il percorso evolutivo che ha poi dato origine alla nostra specie: la specie destinata a "rimanere sola" e ad affermare il proprio dominio sull'intero pianeta.

Qualche dettaglio sulle proiezioni e sul filo rosso che lega le quattro giornate del Film Fest. Si parlerà di arte rupestre preistorica con alcuni documentari dedicati all’Italia e al suo patrimonio artistico con particolare attenzione alla Grotta Romanelli situata nell'estremo sud della Puglia con un nuovo documentario presentato in esclusiva a Trieste. Il viaggio nell’arte preistorica continuerà con alcuni film dedicati all’Africa.

Uno sguardo particolare sarà rivolto ai nostri lontani cugini, gli uomini di Neanderthal, con un documentario e un film di fiction che ci consentiranno di comprendere lo stile di vita di questi primi Europei e il loro stretto legame con l'ambiente.

Un approfondimento particolare sarà dedicato agli ornamenti neolitici attraverso un percorso che dall'antica Britannia ci porterà nell'Africa contemporanea per esplorare tutti i possibili significati di questi particolari oggetti di valore per le società preistoriche che hanno continuato a essere usati e apprezzati anche in alcune società tradizionali attuali.

Di grande rilievo sarà la proiezione di un documentario che esplora le origini della musica, esaminando l'influenza dei tratti musicali nel forgiare la nostra specie. Attraverso una grande varietà di manifestazioni musicali, sia umane che non umane, scopriremo che la musica è il risultato di diverse capacità che gli umani hanno saputo fondere in un modo unico.

La vita nelle aree umide sarà raccontata da alcuni film che faranno luce sulle relazioni tra l’uomo preistorico e l’ambiente e di come alcuni elementi di questa relazione persistano ancora nel presente paesaggio coltivato contemporaneo dell’Italia e dell’Irlanda.

Uno spazio particolare sarà dedicato a Ötzi, la mummia del Similaun scoperta nel 1991 nelle alpi dell'Ötztal, tra le nevi del Giovo di Tisa e l'Hauslabjoch, che ha radicalmente trasformato la nostra conoscenza sulla vita di 5300 anni fa nel corso dell’età del Rame in Europa.

La rassegna come nelle precedenti edizioni lascia spazio anche a due autorevoli figure di archeologi preistorici italiani: Fabrizio Mori (1925-2010), eminente africanista e professore di paletnologia, diresse fino al 1996 le missioni di ricerca preistorica nel Sahara libico dell'Università "La Sapienza" di Roma. Fu tra i primi occidentali a visitare le montagne dell’Acacus nel Fezzan dove scoprì centinaia di pitture preistoriche che ora, grazie alle sue ricerche, sono parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. L'archeologo sardo Ercole Contu (1924-2018), con una lunga carriera in Soprintendenza prima, dove ricoprì anche il ruolo di Soprintendente, e successivamente professore all’Università, scoprì l’altare preistorico di Monte d’Accodi presso Sassari monumento unico nel Mediterraneo, che aprì un nuovo capitolo della preistoria sarda, e la tomba dei Vasi Tetrapodi che si rivelò uno degli ipogei sardi più belli e ricchi di materiali e informazioni.

Tra i due fine settimana di proiezioni si colloca, mercoledì 27 novembre, un appuntamento speciale dedicato alla figura di Ludvig Karl Moser, professore e archeologo tra i più attivi, tra '800 e '900, nelle indagini sul Carso. A parlarne il prof. Paronuzzi dell'Università di Udine. Al termine la presentazione di un video dedicato a Moser. A questa figura il Museo di Storia Naturale dedicherà a breve una sezione del suo percorso di visita.

 

L'ingresso a tutte le iniziative è gratuito fino ad esaurimento posti. Domenica 24 novembre, in occasione di Palaeomovies, non solo le iniziative ma anche il Museo di Storia Naturale sarà ad ingresso gratuito. Gratuito sarà, come da tradizione per le prime domeniche del mese, l'accesso di domenica 1 dicembre. Per informazioni più dettagliate sul programma: http://www.museostorianaturaletrieste.it

 

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