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20 febbraio 2020

Inaugurata la targa in memoria dei fuochisti marittimi del Lloyd austro-ungarico di Navigazione uccisi il 14 febbraio 1902

E’ stata inaugurata in piazza della Borsa, nei pressi della Fontana del Nettuno, la targa collocata in memoria dei quattordici fuochisti marittimi del Lloyd austro-ungarico di Navigazione uccisi il 14 febbraio 1902 durante lo sciopero proclamato dalla Camera del Lavoro dell’epoca.
Inaugurata la targa in memoria dei fuochisti marittimi del Lloyd austro-ungarico di Navigazione uccisi il 14 febbraio 1902

Allo scoprimento della targa, che è stata collocata dal Comune di Trieste, su proposta degli ex-dipendenti del Lloyd Triestino, sono intervenuti il sindaco di Trieste e l’assessore comunale alla Cultura, la direttrice del Servizio musei civici e biblioteche Laura Carlini Fanfogna, l’ex-segretario generale provinciale della Camera del Lavoro UIL Lucio Vilevich e il segretario regionale UIL Giacinto Menis.

La collocazione della targa – è stato detto – avviene dopo lunghi anni di attesa ed è stata realizzata dal Comune con l’apporto degli Uffici dei Lavori Pubblici e della Cultura.

I fuochisti navali del Lloyd Austro-Ungarico di Navigazione erano in sciopero fin dal Natale 1901 per ottenere il diritto di scendere a terra e visitare la famiglia anche durante il contratto di navigazione e per avere una riduzione dell'orario di lavoro che era in turni alternati di dieci ore, senza riguardo al giorno o alla notte. In una giornata di bora e pioggia la folla degli scioperanti si riversò dal Corso in piazza della Borsa, dove la truppa era schierata a difesa del palazzo del governatore e caricò : ma molti dimostranti aggirarono lo schieramento per via Malcanton e iniziarono una fitta sassaiola sui soldati, che risposero con scariche di fucili, lasciando in piazza Grande undici morti. Fu proclamato lo stato d'assedio e nei giorni successivi si registrarono altre tre uccisioni di manifestanti. Di fronte alla tragedia la direzione del Lloyd accondiscese a un accordo che pose fine alle agitazioni, tuttavia questo rimane storicamente uno dei più gravi fatti di sangue a Trieste in tempo di pace.

 

Comts/RF