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30 settembre 2020

Il Museo civico “C. Schmidl” apre le porte alle persone affette da Alzheimer e ai loro caregiver per promuovere l’inclusione e la conoscenza attraverso la cultura

Il Museo C.Schmidl apre le porte alle persone affette da Alzheimer e ai loro caregiver (il familiare che fornisce assistenza): è questo il proposito della nuova iniziativa al centro del progetto “Memorabili Armonie” che l’Associazione De Banfield ha realizzato in collaborazione con il Comune di Trieste e il Rotary Club Trieste Nord

“E’ un’iniziativa straordinaria – ha sottolineato l’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi che assieme all’assessore al Sociale Carlo Grilli, alla direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna, al Conservatore dello Schmidl Stefano Bianchi, e ai partner, ha introdotto la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Gopcevich - che riguarda tanti cittadini, circa 6mila e che cresce fino a 20mila in regione, e che dà un segno di speranza e di miglioramento di vita, al di là di processi considerati irreversibili. Un messaggio ben rappresentato dalla figura dell’anziano coronato dai fiori che si vede nella grafica simbolo del progetto, a dimostrazione che la cultura, la bellezza dell’arte può infondere beneficio all’interiorità anche alle persone affette da questa malattia. L’auspicio è di ampliare questo progetto”.

“Celebriamo l’importanza della vita in qualunque condizione, veicolando un messaggio positivo e al contempo garantendo dei servizi anche a queste persone, grazie all’impegno dell’Associazione de Banfield e del Rotary Club Trieste. Stiamo inoltre lavorando per creare un laboratorio di eccellenza di aiuto a chi è afflitto da questa malattia e per elevare la ‘cultura dell’attenzione’ – ha detto l’assessore Grilli -.

“Musei come ‘qualità di vita’, di salute. E’ questo lo spirito del progetto avviato che vede i musei entrare a far parte di una rete internazionale – ha affermato la direttrice Carlini -. Un progetto realizzato anni fa dal Moma di New York e che uno studio decennale ha valutato che le persone monitorate affette da demenza avevano migliorato significativamente rispetto ad altre. E’ stato scelto il Museo Teatrale Schmidl perché è ricco di stimoli (costumi, gioielli, strumenti musicali ecc) e dove ognuno può trovare qualcosa che lo può attrarre e allo stesso tempo il museo è vissuto come una ‘casa’, un contesto domestico protetto e tranquillizzante. Il progetto si inserisce in un modello di intervento sociale che vuole essere uno strumento attivo di benessere sia per la persona con demenza che per la sua famiglia. In questo modo si offre un importante stimolo alle persone affette da demenza attraverso le emozioni suscitate dall’arte e si permette loro di partecipare attivamente alla vita sociale e culturale della comunità evitandone l’isolamento. Allo stesso tempo, i caregiver grazie a questa attività possono utilizzare al meglio le risorse personali e comunitarie nell’affrontare una situazione complessa. Non ultimo la collettività intera è sensibilizzata ad espandere la consapevolezza delle problematiche associate alla demenza.

“Alle numerose attività di supporto alle persone affette da questa patologia, la De Banfield - ha spiegato la vicepresidente Maria Teresa Squarcina - affianca adesso un nuovo progetto nel segno dell’inclusione, per rendere la comunità cittadina sempre più capace di comprendere le difficoltà delle persone con demenza, restituire loro dignità e autonomia, diminuire la paura e lo stigma sociale che il decadimento cognitivo porta con sé. Obiettivo dell’Associazione De Banfield è l'inserimento di Trieste nella rete delle comunità amiche delle persone con demenza per rendere la città, con i suoi spazi, le sue iniziative e le sue relazioni sociali, pienamente fruibile per le persone con decadimento cognitivo evitando qualsiasi forma di isolamento.”

“Sono onorata e convinta che il Rotary abbia aperto una strada che andrà senz’altro avanti nella direzione del sociale e della cultura – ha evidenziato la presidente del Rotary Club Trieste Nord Fedra Florit – perché l’associazione de Banfield è molto rispettata e amata in città, sempre vicina e immediata nel rispondere alle esigenze e alle richieste di aiuto di tante persone. Lo Schmidl è stata una scelta vincente perché la musica può offrire vantaggi di recupero e di benessere”.

Proprio da questi presupposti nasce il progetto “Memorabili armonie” che coinvolge il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste: dopo una prima fase di formazione del personale e di alcuni piccoli adeguamenti della struttura, verranno organizzate una serie di visite al Museo Teatrale dedicate a piccoli gruppi di persone con Alzheimer a cui si offrirà un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Nel merito, la prima fase di avvio prevede l’allestimento all’interno del museo di un’area di accoglienza priva di barriere cognitive studiata per rendere rassicurante la permanenza. Al personale del museo sarà garantita una formazione per avere un approccio corretto con il malato di Alzheimer e il suo caregiver, dove riceverà indicazioni sulle modalità di comunicazione più efficace nel caso di persone con demenza, con la possibilità di metterle in pratica attraverso brevi esercitazioni. Nella fase successiva si organizzeranno cinque visite al Museo Teatrale a cui parteciperanno ogni volta non più di 4 persone con Alzheimer accompagnate dai loro caregiver. I partecipanti verranno guidati alla visita del museo da un educatore e da un musicoterapeuta. Attraverso l’osservazione di oggetti scelti e un accompagnamento musicale verrà favorita un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Il progetto vuole sottolineare l’importanza della musicoterapia come tecnica utile a migliorare le attività funzionali e a ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer o di altre forme di decadimento cognitivo. I caregiver avranno la possibilità di seguire la visita o ritrovarsi in un luogo separato con uno psicologo per confrontarsi sulle problematiche legate al loro ruolo in un’ottica di mutuo aiuto.

Il progetto si propone di coinvolgere circa 40 beneficiari, tra le persone con demenza e le loro famiglie, anche se l’auspicio è che la comunità intera risenta positivamente di un’iniziativa che promuove l’inclusione e la conoscenza attraverso la cultura.



 

Comts/RF

 

Il Museo civico “C. Schmidl” apre le porte alle persone affette da Alzheimer e ai loro caregiver per promuovere l’inclusione e la conoscenza attraverso la cultura