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14 luglio 2020

Giovedì 16 luglio, nella Sala Comunale d’Arte, apertura della mostra postuma di Duilio Svara

Giovedì 16 luglio, nella Sala Comunale d’Arte, apertura della mostra postuma di Duilio Svara

Giovedi 16 luglio, nella Sala Comunale d'Arte di Piazza dell'Unità d'Italia 4, apre la mostra postuma di Duilio Svara, artista formatosi nelle istituzioni didattiche cittadine - l'Istituto A.Volta e la Scuola Libera di Figura del Civico Museo Revoltella - è tra i più prestigiosi scultori triestini dell'anteguerra.

All'Istituto A. Volta, Svara fu allievo dello scultore Antonio Canciani; lì conobbe anche Marcello Mascherini con il quale stabilì un lungo sodalizio. Alla Scuola Libera di Figura fu allievo del pittore Edgardo Sambo Cappelletti, uno degli artisti di riferimento piu’ importanti per i giovani di allora.

Svara partecipò a numerose e prestigiose mostre collettive, anche a Parigi e a Lubiana, ricevendo elogi da Giusto Chersovani, Luciano Budigna, Maria Lupieri e Nino Perizi. Purtroppo, come per molti, ragioni economiche e familiari non gli permisero di dedicarsi all’arte a tempo pieno, ma nel 1970 partecipò ad alcune rassegne cittadine con opere di piccolo o medio formato, mentre negli ultimi anni pote’ allestire alcune mostre personali.

Benché non avesse potuto esprimere al massimo le sue capacità, riuscì a ottenere incarichi sia per la committenza pubblica che per quella privata: sua è la scultura per la Scuola Materna di Gretta a Trieste, suo è il gruppo bronzeo dell’Hotel Approdo di Duino, teatro di Simposi Internazionali di Sculture negli anni ’60.

Dotato di una non comune capacita’ di sintesi armonica e plastica, come annota Silvio Benco, riusci’ a mettere in evidenza le caratteristiche di una scultura diretta nell’approccio della figura e capace di evocare il contesto che l’artista aveva colto e rappresentato. Predilesse il ritratto, avendo per modelli volti familiari e di amici: Svara ritrasse Luciano Budigna, Anny Calzolari o certe figure come “il Flautista”, opere datate tra il ‘37 e il ’40. “Il Vento”, una piccola statua del ’36 che rappresenta un viandante piegato in avanti per opporre resistenza alle poderose folate di vento, e’ a chiara influenza futurista, mentre un forte plasticismo di ispirazione realistico – sociale e’ alla base dell’opera “La bora”, dove un vigoroso nudo di donna si erge contro il vento a protezione del figlioletto.

Oltre ad alcuni lavori di rame sbalzati con soggetti sacri ed altri dedicati alla tematica ecologica, indubbiamente l’opera più’ significativa per plasticità’ e compiutezza e’ “Susanna al bagno” che, per la morbidezza dell’atteggiamento e la finezza della modella, ci fa essere d’accordo con Benco quando afferma che davanti a lavori di tal fatta “cade ogni discussione e ogni riserva”.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 10 agosto 2020, con orario feriale e festivo: 10-13 / 17-20

 

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