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24 settembre 2019

Festeggiato il primo anno di attività del centro diurno Maffei di via valdirivo 11 a Trieste

L’assessore comunale Grilli e il vicepresidente della Regione FVG Riccardi evidenziano il valore dell’innovativo servizio per persone con disabilita’ anziane over 65

Offrire ai disabili anziani e alle loro famiglie uno spazio protetto e gestito da persone qualificate, per garantire un maggiore benessere attraverso l'interazione sociale, l'atmosfera familiare, le attività educative e riabilitative. E' questo l'obiettivo dell’innovativo Centro Diurno Maffei, di via Valdirivo 11 a Trieste, realizzato con la positiva collaborazione di Comune di Trieste, Pro Senectute, Cooperativa Sociale Trieste Integrazione a marchio ANFFAS e AsuiTs.

Ad un anno dall’avvio di questo Centro Diurno per persone disabili anziane, il primo di questo tipo a livello nazionale, un primo bilancio sull’attività svolta è stato fatto oggi (martedì 24 settembre) nel corso di un incontro al quale sono intervenuti fra gli altri l’assessore comunale alle Politiche sociali Carlo Grilli, il vicepresidente della giunta regionale e assessore alla Salute Riccardo Riccardi, il presidente della Cooperativa sociale Trieste Integrazione a marchio Anffas Onlus Giandario Storace, la presidente della Pro Senectute Annalisa D’Errico con la direttrice Deborah Marizza e il presidente di Federsanità FVG Giuseppe Napoli.

La collocazione del Centro presso la Pro Senectute garantisce un collegamento con le numerose iniziative della socialità, promosse dall'ASP Pro Senectute, e con il Centro Diurno Crepaz per anziani autosufficienti adiacente, nello stesso piano dell’edificio. Inoltre, qualifica ulteriormente l’offerta, con carattere di innovazione, la possibilità per le persone disabili e/o per i loro familiari anziani di fruire del servizio residenziale “Abitare Possibile in casa Caratti” al piano superiore. Il Centro Diurno Maffei ha la possibilità di accogliere 10 persone, di cui sette residenti nel Comune di Trieste. La retta di frequenza è coperta per la maggior parte dal Comune, (che ha stanziato un totale di 65.000 euro per la realizzazione del progetto e al quale ora la Regione ha garantito un finanziamento triennale), la persona sostiene il costo del pasto e l'Asuits compartecipa per i costi di natura sanitaria. Il Servizio sociale comunale garantisce la presa in carico della persona disabile, partecipa attivamente all'Unità di Valutazione che predispone il progetto assistenziale per la persona, e collabora a mettere in rete le attività del Centro Diurno con tutta la rete di cura.

“Il disabile diventato anziano non è un anziano che è diventato disabile” - ha spiegato l’assessore Carlo Grilli -. “Sembra un gioco di parole, ma non lo è, le due condizioni sono differenti e differenti i bisogni e i servizi che possono darvi risposta. La sperimentazione attivata nel Centro Diurno Maffei, messo a disposizione dalla Pro Senectute, e gestito con la collaborazione della Cooperativa Sociale Trieste Integrazione a marchio ANFFAS e dell'AsuiTs, è stata stimolata dalla consapevolezza che per le persone disabili diventate anziane l'obiettivo prioritario è quello di prevenire e ritardare il ricorso all'istituzionalizzazione, aumentando e riqualificando l'offerta dei servizi domiciliari e relazionali, perché la persona con disabilità che diventa anziana ha diritto ad una vecchiaia dignitosa e rispettosa delle scelte di vita che il singolo, la famiglia e i servizi hanno operato nel corso del progetto di vita, ha diritto a conservare consuetudini e legami affettivi, e di fruire di opportunità di relazione e di svago. Il Centro rappresenta il contesto in cui è possibile dare continuità a tali progettualità e rispondere alle nuove necessità ed esigenze attraverso interventi integrati assistenziali, sanitari e ricreativi, orientati al mantenimento delle abilità acquisite, dei livelli di benessere raggiunti e ad ogni possibile forma di integrazione sociale. Il nostro auspicio è che questa progettualità possa fornire uno stimolo a una revisione normativa di cui c'è assoluto bisogno in questa materia”. “Sono felice - ha concluso Grilli - che la Regione FVG abbia dimostrato di credere alla qualità di questa proposta, decidendo di finanziare l'attività dei centri diurni sperimentali”.

“La positività del progetto e un grazie anche al precedente Consiglio di amministrazione” sono stati alcuni dei punti toccati dalla presidente D’Errico, mentre la direttrice Marizza ha a sua volta ribadito com’è cresciuta la professionalità di tutti quanti noi e come questo modello sia un esempio di vera integrazione che avvalora l’importanza di lavorare insieme nel mondo del sociale. Il valore di pensare sempre ad un progetto individualizzato, nella consapevolezza che le persone devono avere prima diritti che servizi è stato evidenziato dal presidente Giandario Storace, mentre il presidente Giuseppe Napoli ha ringraziato per lo straordinario lavoro, auspicando di poter portare questi innovativi modelli che funzionano anche in altre parti del nostro territorio.

Complimenti per questo risultato e a tutti coloro che si sono impegnati per raggiungerlo – ha concluso il vicepresidente regionale Riccardo Riccadi – che ha evidenziato l’importante sfida di questo tempo, in una società destinata a vivere almeno 20 anni di più. Voi date una risposta ad un fenomeno che si manifesterà numericamente più rilevante nel tempo. E’ una sfida di civiltà per ridurre le distanze tra coloro che vivono e quelli che sopravvivono. Andate avanti ed alzate la voce di questa esperienza.

COMTS-GC

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