null Chiarimenti sugli impianti di telefonia mobile che utilizzano la tecnologia “5G”
23 aprile 2020

Chiarimenti sugli impianti di telefonia mobile che utilizzano la tecnologia “5G”

Si riportano di seguito alcuni chiarimenti ed approfondimenti relativi alle Stazioni Radio Base (SRB) di telefonia mobile che utilizzano la tecnologia “5G” ed alle relative emissioni elettromagnetiche.
Chiarimenti sugli impianti di telefonia mobile che utilizzano la tecnologia “5G”

La nuova tecnologia di telefonia mobile “5G” è già all'attenzione dell’Amministrazione comunale che si è fatta parte attiva in particolare nel promuovere un incontro con l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA-FVG) e con gli operatori del settore per chiedere chiarimenti in merito all’utilizzo di tale tecnologia in considerazione delle preoccupazioni che tale sviluppo tecnologico desta nell'opinione pubblica.

L'incontro si è svolto nella sede di ARPA-FVG a Palmanova il 26.6.2019 e ha visto la partecipazione delle società che gestiscono le Stazioni Radio Base di telefonia mobile a livello regionale.

In tale sede è emersa, da parte dei gestori, una programmazione dello sviluppo, nel breve/medio termine, delle reti “5G” per gli anni 2020-2021. L’attività avrà inizio con la riconfigurazione di impianti di telefonia mobile già esistenti, utilizzando la banda di frequenze dei 3700 MHz, mentre la banda di frequenze dei 700 MHz sarà resa disponibile a partire dall’anno 2022.

Queste indicazioni trovano riscontro anche nel documento di sintesi del 5.4.2019 prodotto dalla IX Commissione della Camera dei Deputati che sta tuttora svolgendo un'indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni con particolare riguardo alla transizione verso il “5G” ed alla gestione dei “big data”.

Relativamente alle preoccupazioni circa l'effetto sulla salute pubblica delle emissioni elettromagnetiche prodotte dalla nuova tecnologia “5G” si formulano le seguenti considerazioni.

L'Istituto Superiore di Sanità, ente di diritto pubblico che, in qualità di organo tecnico- scientifico del Servizio Sanitario Nazionale svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica, ha pubblicato in data 7.8.2019 i RAPPORTI ISTISAN 19/11 “Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche”, visionabili al link: http://old.iss.it/elet/? lang=1&id=137&tipo=10. che, nelle conclusioni, così recitano:

 

“(…) per quanto concerne il rischio di tumori celebrali in relazione all'esposizione a radiofrequenze da telefoni mobili, i dati ad oggi disponibili suggeriscono che l'uso comune del cellulare non sia associato all'incremento del rischio di alcun tipo di tumore celebrale (…).

(…) Dal punto di vista delle implicazioni normative, a parere del WHO (n.d.r. World Health Organization) e di numerosi panel internazionali di esperti, le evidenze scientifiche correnti, sebbene non consentano di escludere completamente la possibilità di effetti a lungo termine dell'esposizione prolungata a bassi livelli di campi a radiofrequenza, non giustificano modifiche sostanziali all'impostazione corrente degli standard internazionali di prevenzione dei rischi per la salute (…).”

 

Relativamente all'avvento del “5G” i RAPPORTI ISTISAN 19/11 chiariscono che:

 

“(…) Sono attualmente in corso in Italia le prime installazioni sperimentali di sistemi per telecomunicazione con tecnologia 5G, il cui impatto elettromagnetico viene valutato dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale considerando il diagramma di inviluppo senza fattori di riduzione statistici. Tale approccio, molto cautelativo, permette di assicurare il rispetto dei limiti in qualsiasi condizione di esposizione. Lo sviluppo della normativa tecnica nazionale, o l’emanazione di specifiche linee guida elaborate da parte dell’SNPA (Sistema Nazionale di Protezione Ambientale) sulla base di standard tecnici internazionali, potrà modificare questo approccio con metodologie di valutazione più realistiche basate sulle effettive condizioni di funzionamento degli impianti”.

 

Tra le pubblicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità, il documento “Emissioni elettromagnetiche del “5G” e rischi per la salute” visionabile al medesimo link http://old.iss.it/elet/?lang=1&id=137&tipo=10. chiarisce ulteriormente che:

 

“(…) Il 5G, come le attuali tecnologie di telefonia mobile di seconda, terza e quarta generazione (2G, 3G e 4G), non richiede segnali elettromagnetici di intensità tale da indurre aumenti significativi della temperatura corporea dei soggetti esposti, per cui non è prevedibile alcun problema per quanto riguarda gli effetti noti dei campi elettromagnetici. Questo è vero anche in considerazione sia della natura particolarmente restrittiva della normativa italiana, sia dei margini di cautela impliciti negli standard internazionali per la protezione dagli effetti termici nell’ipotesi che il quadro normativo italiano venga allineato ad essi per evitare che già esistenti problemi di installazione degli impianti di telecomunicazione mobile possano essere accentuati con l’avvento del 5G (…)”;

“(…) I dati disponibili non fanno ipotizzare particolari problemi per la salute della popolazione connessi all'introduzione del 5G. Tuttavia è importante che l'introduzione di questa tecnologia sia affiancata da un attento monitoraggio dei livelli di esposizione (come del resto avviene già attualmente per le attuali tecnologie di telefonia mobile) e che proseguano le ricerche sui possibili effetti a lungo termine (…)”.

 

ARPA-FVG, in merito al monitoraggio dei livelli di esposizione, ha effettuato e continua ad effettuare, presso abitazioni di privati cittadini e spazi pubblici, puntuali controlli al fine di verificare il rispetto degli obiettivi di qualità di cui al D.P.C.M. 8.7.2003 - Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz.

 

In relazione all'“applicazione del principio di precauzione” si evidenzia l'art. 3-ter – Principio dell'azione ambientale del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., ove si prevede che: “La tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell'azione preventiva (…)".

Tale principio di precauzione e' rispettato nell'ambito dell'attuale quadro normativo e nell'ambito di competenza del Comune con la verifica dell'osservanza del limite di intensità di campo elettrico pari a 6 V/m quale Valore di Attenzione e Obiettivo di Qualità, per frequenze comprese tra 0,1 MHz e 300 GHz, fissato dall'allegato B del citato D.P.C.M. 8.7.2003.

 

Il Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo Economico dott.ssa Mirella Liuzzi in data 16.11.2019 nel corso di un’audizione sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni con particolare riguardo alla transizione verso il “5G” ed alla gestione dei “big data” ha dichiarato che :

“Il 30 ottobre si è tenuta una riunione presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a cui hanno partecipato, oltre il suddetto Ministero, il MISE e la Fondazione Ugo Bordoni, anche il Ministero della Salute, Ispra e l’Istituto Superiore di Sanità, per approfondire e rivedere la definizione dei valori limite. Il risultato principale dell’incontro è stata la condivisione da parte delle Amministrazioni presenti che non risulta necessario modificare gli attuali limiti di emissione”. “L’Italia e alcuni Stati Membri, hanno deciso di adottare linee più restrittive in tema di inquinamento elettromagnetico rispetto ai valori applicati nella maggior parte degli Stati Europei, atteso che il tetto massimo attuale oggi in Italia è 6 V/m. Inoltre, il nostro Paese è stato fra i primi Paesi al mondo a dotarsi di una normativa” sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e i successivi decreti attuativi, emanati l’8 luglio 2003, ha concluso".

 

La Giunta Regionale del FVG, con comunicato stampa del 19.2.2020, su questo tema si è così espressa: “(…) Pur condividendo le legittime preoccupazioni di chi rileva che un aumento del numero delle antenne possa costituire un potenziale rischio per la salute, l'Amministrazione regionale ha evidenziato come non si abbia notizia del fatto che sia previsto un innalzamento dei livelli massimi consentiti. Di conseguenza non viene ritenuto prevedibile un aumento dell'esposizione alle onde elettromagnetiche rispetto a quella attuale (…).

Per la Regione va quindi stimolato il confronto tecnico e scientifico con gli enti locali, la società civile e le imprese al fine di condividere lo stato dell'arte e dare voce ai territori sulle questioni di maggior interesse per i cittadini. La Giunta si riserva quindi di individuare le modalità più opportune ed efficaci per garantire una adeguata informazione ai diversi portatori di interesse (…)”.

 

Il Comune di Trieste nel corso del secondo semestre del 2019 ha avviato una attività di collaborazione con ARPA-FVG nell'ambito del “Programma di contributi per esigenze di tutela ambientale connesse alla minimizzazione dell’intensità e degli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici DD72/RIN del 28 giugno 2016”, finanziato dal Ministero dell'Ambiente. Nella fattispecie sono state effettuate numerose campagne di monitoraggio dei campi elettromagnetici in siti sensibili (scuole, asili nido) che hanno evidenziato il rispetto dei Valori di Attenzione e degli Obiettivi di Qualità fissati dal menzionato D.P.C.M. 8.7.2003.

 

ARPA-FVG con comunicato stampa del 29.2.2020 ha reso noti i primi risultati delle misurazioni del campo elettromagnetico delle nuove antenne di telefonia mobile con tecnologia “5G” operanti sul territorio regionale (in ambito extra comunale) specificando come (vedi link: http://www.arpa.fvg.it/cms/hp/news/Il-5G-prime-misure-Arpa-FVG-.html):

““Le prime misurazioni del campo elettromagnetico delle nuove antenne con tecnologia 5G evidenziano valori molto inferiori ai valore di attenzione e all’obiettivo di qualità previsto dalla normativa. Questo è il risultato delle indagini svolte nei giorni scorsi da Arpa sulle prime installazioni attivate in Friuli Venezia Giulia a metà gennaio di quest’anno (n.d.r. 2020) e che (…) l’installazione di ogni impianto radiobase è soggetto ad un parere preventivo di Arpa, che si esprime sulla compatibilità del progetto con i limiti previsti dalla normativa per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettromagnetici. Le valutazioni di ARPA, inviate come previsto al Gestore e ai Comuni, considerano l’impatto massimo sia dell’impianto in progetto che degli impianti già presenti sul territorio, verificando il rispetto dei limiti di legge in tutti i punti accessibili dalla popolazione. I risultati del parere (il primo per il 5G è stato emesso da Arpa a ottobre 2019) hanno evidenziato il rispetto dei limiti di legge in tutti i punti considerati con un valore di campo elettrico “calcolato” sempre inferiore ai 6 V/m, che rappresenta il valore di attenzione e l’obiettivo di qualità per il campo elettrico(…)””.

 

ARPA FVG ha anche effettuato misure “di fondo” del campo elettromagnetico (prima dell’installazione dell’impianto 5G e misure post-operam a seguito della comunicazione dell’attivazione dell’impianto. Le misure sono visibili sul sito dell’Agenzia nella sezione “radiazioni/campi-elettromagnetici”. Tutte le misurazioni nell’area prossima agli impianti hanno evidenziato un campo elettrico compreso nel range 0,3-1 V/m, quindi molto inferiori al valore di 6 V/m. I valori misurati evidenziano pertanto che l’impatto del 5G è attualmente molto basso rispetto alle altre tecnologie, o addirittura nullo, visto anche il poco traffico su tale tecnologia. Corre l’obbligo di ricordare che le valutazioni preventive sono solo una parte delle misurazioni effettuate dall’Agenzia per l’ambiente, in quanto, successivamente all’installazione di un impianto radiobase, il campo elettromagnetico viene verificato periodicamente.

 

Se dovessero emergere dei superamenti dei limiti, si procede ad un risanamento così come previsto dall’attuale normativa. Per quanto riguarda gli strumenti di misura riferiti alla tecnologia 5G, è da segnalare che l’Arpa del Friuli Venezia Giulia dispone già di tutta la strumentazione necessaria ad effettuare le valutazioni e le misure richieste. Nuove dotazioni verranno acquisite nei prossimi anni in accordo con i protocolli tecnici di valutazione e misura che verranno perfezionati dai gruppi di lavoro attivati in seno a Ispra e a SNPA, ai quali anche l’Arpa del Friuli Venezia Giulia partecipa attivamente.”

 

La verifica del rispetto del suddetto limite è pertanto garantita dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Friuli Venezia Giulia in applicazione di quanto disposto dall'art. 11 – Vigilanza, controllo, rilocalizzazione degli impianti della L.R. 3/2011 – Norme in materia di telecomunicazioni e s.m.i..

 

L'Amministrazione comunale di concerto con l’ARPA-FVG continuerà a prestare l’attenzione dovuta alla problematica connessa all'esposizione della popolazione alle emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza al fine di garantirne la massima tutela, nel rispetto della vigente normativa.