null Artisti triestini del secondo Novecento nelle raccolte del museo Revoltella, la mostra al civico museo Revoltella
09 febbraio 2021

Artisti triestini del secondo Novecento nelle raccolte del museo Revoltella, la mostra al civico museo Revoltella

Galleria d’arte moderna (febbraio - maggio 2021)
Artisti triestini del secondo Novecento nelle raccolte del museo Revoltella, la mostra al civico museo Revoltella

Nella Sala Carlo Scarpa del Museo Revoltella di via Diaz 27, è stata da poco allestita una mostra di oltre una settantina di opere provenienti tutte dal patrimonio del Museo Revoltella e costituita per lo più da dipinti, ma anche da alcune significative sculture, qualche grafica, e una ricca selezione di documenti d’archivio che testimoniano il fervore artistico-culturale dei decenni compresi tra il Secondo dopoguerra e la metà degli anni Ottanta. Si tratta di opere in parte già note al pubblico triestino e che da qualche anno sono rimaste nel deposito delle opere d’arte per consentire un’adeguata rotazione espositiva del patrimonio, e in parte del tutto inedite.

Nella composita realtà artistica del Secondo dopoguerra a Trieste convissero tendenze figurative molto diverse. Mentre gli artisti della generazione più anziana continuarono a mantenere i legami con il naturalismo di matrice impressionista, i più giovani, nati nei primi decenni del Novecento, s’interessarono maggiormente alle esperienze avanguardistiche, prestando particolare attenzione alle novità proposte alla Biennale veneziana del 1948.

La XXIV Biennale di Venezia rivestì, infatti, un ruolo di particolare significato, sia perché segnò la ripresa della vita artistica ed espositiva dopo la terribile esperienza della Seconda guerra mondiale, sia perché scelse di rappresentare in quella storica occasione artisti e collezioni (come quella inedita di Peggy Guggenheim) di grande prestigio e consolidata fama mondiale, che avrebbero condizionato fortemente il linguaggio artistico della generazione dei pittori nati a partire dal primo decennio del Novecento.

La presenza delle opere di Pablo Picasso, in special modo, costituì un modello significativo e di forte attrazione anche per gli artisti triestini nati nel primo quarto del Novecento, quasi tutti autodidatti e accomunati dalla tendenza a consolidare la propria formazione artistica guardando soprattutto a Venezia più che altrove. La maggior parte di loro, inoltre, sviluppò un’abilità decorativa di altissimo livello che trovò la migliore espressione nei prestigiosi interni delle grandi navi passeggeri, in notevole ripresa nel corso degli anni Cinquanta.

Il percorso espositivo, che prende avvio dalla Saletta al pianterreno, dove si trova esposto il monumentale Fastigio di Palazzo Stratti (1984) di Bruno Chersicla, si sviluppa poi al piano soprastante con i pittori rappresentativi del linguaggio post-impressionista, quali Romano Rossini ed Enrico Fonda, lirici interpreti dell’universo quotidiano e dell’ambiente cittadino. Prosegue poi con le opere di alcuni esponenti delle tendenze più innovative del Secondo dopoguerra (neorealismo e post-cubismo), tra cui Nino Perizi, Romeo Daneo, Luigi Spacal, Rinaldo Lotta, Sabino Coloni, Dino Predonzani ed altri ancora, per concludersi con un gruppo di opere che rientrano nell’orbita dell’espressionismo astratto, ovvero l’arte informale (opere di Nino Perizi, Miela Reina, Edoardo Devetta, Carlo Titz, Caraian).

 

Due sezioni particolari e a sé stanti contribuiscono a rendere ancor più vitale e interessante, ce lo auguriamo, il percorso appena descritto, rispettivamente dedicate all’importante raccolta delle opere acquisite alla fine della conflitto mondiale grazie ai proventi della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Zone di Confine e alle pittrici triestine.

La collezione formatasi grazie al sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la cui storia è piuttosto travagliata e molto interessante, si articola in una ventina di opere per lo più di artisti triestini ma comprende anche alcuni pezzi di grande valore storico-artistico realizzati da artisti italiani di fama nazionale, tra cui il famoso Paesaggio di Giorgio Morandi, abitualmente esposto al sesto piano della Galleria d’arte moderna ed oggi esposto temporaneamente in questo particolare contesto espositivo.

Vivace e intrigante la sezione delle pittrici triestine che, oltre a proporre alcuni nomi illustri e molto conosciuti quali Leonor Fini e Miela Reina, offre l’occasione di valorizzare quattro dipinti di Felicita Frai, frutto dell’importante donazione (2013) della figlia della pittrice Pierina Lustig Sianesi di Milano.

La mostra nella Sala Carlo Scarpa, la cui inaugurazione era prevista per la fine del 2020, rimarrà aperta al pubblico fino alla tarda primavera, con l’auspicio che l’attuale stato di emergenza sanitaria non determini, nel frattempo, la necessità di una nuova chiusura dei musei al pubblico.

 

 

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