null Anche a Trieste la “Panchina della libertà di stampa”. Scoperta oggi, in piazza Hortis, su una panchina del giardino compreso fra gli storici edifici della Biblioteca Civica e dell'Istituto Nautico, una targa a testimonianza e richiamo dell'Articolo 21 della costituzione.
05 giugno 2020

Anche a Trieste la “Panchina della libertà di stampa”. Scoperta oggi, in piazza Hortis, su una panchina del giardino compreso fra gli storici edifici della Biblioteca Civica e dell’Istituto Nautico, una targa a testimonianza e richiamo dell’Articolo 21 della costituzione.

Un'iniziativa curata dal Comune, Ordine dei Giornalisti, Assostampa Fvg e Rotary Club Trieste Nord, alla presenza del Sindaco Dipiazza e dei presidenti delle tre organizzazioni promotrici
Anche a Trieste la “Panchina della libertà di stampa”. Scoperta oggi, in piazza Hortis, su una panchina del giardino compreso fra gli storici edifici della Biblioteca Civica e dell’Istituto Nautico, una targa a testimonianza e richiamo dell’Articolo 21 della costituzione.

Trieste è fra le primissime città d'Italia ad aver “adottato” una panchina di un parco o giardino pubblico (in questo caso il giardino sito nella centralissima piazza Hortis, fra la Biblioteca Civica con l'Emeroteca comunale e l'Istituto Nautico) quale “Panchina della libertà di stampa”, a testimonianza e richiamo dell'articolo 21 della Costituzione Italiana che recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Aderendo all'iniziativa avviata per prima nella vicina Ronchi dei Legionari, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Matthew Caruana, figlio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese assassinata per le sue inchieste, e all'appello rivolto a tutti i Sindaci d'Italia (dopo Ronchi sono seguite analoghe inaugurazioni a Torre Annunziata, in collaborazione con la famiglia di Giancarlo Siani, e nel ghetto ebraico di Roma, dedicata ai tipografi e ai giornalisti ebrei uccisi nei campi di sterminio), da stamattina, grazie alla pronta adesione del Sindaco Roberto Dipiazza, anche a Trieste è presente questa significativa “indicazione” dell'importanza fondamentale della libertà d'espressione attraverso la stampa e il libero giornalismo in tutte le sue forme ed espressioni.

Concetti basilari questi per ogni democrazia, che sono stati ripresi e sostenuti in tutti gli interventi dei presenti all'odierna e partecipata inaugurazione triestina: il Sindaco Roberto Dipiazza, i presidenti dell'Ordine dei Giornalisti Cristiano Degano e dell'Assostampa del Friuli Venezia Giulia (il sindacato unitario della categoria) Carlo Muscatello, il presidente del Rotary Club Trieste Nord (sodalizio che ha fortemente sostenuto l'iniziativa) Fabio Radetti e il governatore del Distretto Triveneto del Rotary Massimo Ballotta giunto a Trieste per l'occasione.

Ha introdotto l'appuntamento inaugurale il presidente dell'Ordine Degano ricordando le origini dell'iniziativa, sorta, come detto, a Ronchi, da un'idea del giornalista Luca Perrino e dell’associazione “Leali delle Notizie” e quindi dall’”Appello ai Sindaci d’Italia” lanciato lo scorso anno, sempre da Ronchi dei Legionari, dai giornalisti sotto scorta Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi. Principi e necessità per nulla scaduti o fuori tempo – ha sottolineato Degano – stante il fatto che forse mai come oggi, negli ultimi decenni, la libertà d'espressione e di stampa è a rischio in diversi Paesi e anche in Italia sono davvero tanti i giornalisti sotto scorta o comunque minacciati per l'esercizio del loro lavoro di informazione. Senza dimenticare che proprio nei prossimi giorni la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sullo scottante tema del rischio del carcere, attualmente previsto nel codice penale e dalla legge sulla stampa, per i giornalisti accusati del reato di diffamazione a mezzo stampa.

Il presidente Degano ha infine apertamente ringraziato il Sindaco Dipiazza per aver accolto immediatamente l'invito delle organizzazioni dei giornalisti (e un primo annuncio era stato dato già il 9 dicembre scorso, in occasione dell’incontro fra Dipiazza e il presidente nazionale dell’Ordine  Carlo Verna) all'inaugurazione di una panchina “dedicata” anche a Trieste.

E' toccato quindi proprio al Sindaco Roberto Dipiazza portare il saluto della Città e rimarcare l'adesione dell'Amministrazione Comunale, ricordando innanzitutto il grande tributo di sacrifici e di sangue che Trieste ha storicamente dato alla causa della libertà dell'informazione, con i suoi tanti giornalisti Caduti soprattutto sui fronti dei diversi conflitti internazionali.

Il Sindaco si è quindi associato nel sottolineare il grande bisogno che tutta la società attuale ha di una stampa autenticamente libera, osservando peraltro come non sempre, la stessa stampa, riporti pienamente tanti aspetti ed esempi delle molte cose positive che vengono tuttavia fatte, pur fra mille difficoltà, anche dalle pubbliche Amministrazioni. Per cui – ha detto – un confronto sui problemi e sul comunque delicato tema della correttezza dell'informazione potrebbe essere molto utile per creare un clima più positivo nell'intero Paese.

Anche il presidente dell'Assostampa FVG Carlo Muscatello ha espresso la soddisfazione del sindacato dei giornalisti per questa realizzazione simbolica ma molto significativa, evidenziando anche la scelta fatta di lasciare questo importante “messaggio civile” “su di una panchina che è – ha osservato – un luogo tra i più 'sociali' e democratici che vi siano, dove tutti i cittadini possono sedere, fermarsi per riposare un po', pensare, colloquiare reciprocamente e, perchè no, leggere con calma un giornale...”

Con l'occasione Muscatello ha anche ricordato il fondamentale lavoro e i molti rischi corsi anche dai giornalisti durante l'emergenza da Covid-19, per documentare le tante drammatiche situazioni che hanno colpito la nostra società e informare sui tanti aspetti, spesso anche controversi, di questa vicenda.

Per il Rotary Club, il presidente del “Trieste Nord” Radetti ha sottolineato la grande importanza generale dell'articolo 21 della Costituzione e del suo pieno rispetto, come pure, riguardo alla scelta di questa panchina in questo angolo così particolare e storico di Trieste, compreso fra antichi e rinomati luoghi di studio e di ricerca, sorti entrambi nel periodo della grande espansione emporiale e ottocentesca, quali la Biblioteca Civica e il “Nautico”, la costante cura del Rotary nel valorizzare e far sempre meglio conoscere la nostra città.

Il Governatore Triveneto Ballotta, dal canto suo, nell'evidenziare come “la libertà di stampa rappresenti un tema di assoluta importanza per i “rotariani”” ha voluto ricordare come “95 anni fa proprio qui a Trieste sorse il secondo Rotary Club d'Italia”.

E' toccato infine al Sindaco Dipiazza, assieme ai tre presidenti degli organismi promotori, scoprire la targa riportante il testo dell'Articolo 21 apposta sulla panchina, fino a quel momento ricoperta da un drappo tricolore.   

COMTS – FS