null 76° Anniversario della Liberazione. La cerimonia alla Risiera di San Sabba
25 aprile 2021

76° Anniversario della Liberazione. La cerimonia alla Risiera di San Sabba.

L’intervento del Sindaco Roberto Dipiazza: “La liberazione non è la bandiera di una fazione, è un simbolo perché patrimonio della nazione tutta”
76° Anniversario della Liberazione. La cerimonia alla Risiera di San Sabba.

Nel rispetto delle disposizioni previste dall'attuale emergenza da Covid-19, si è svolta oggi (domenica 25 aprile) alla Risiera di San Sabba, la tradizionale commemorazione del 76° anniversario della Liberazione e dei Caduti della Resistenza. 
    Presenti le autorità istituzionali e i rappresentanti delle Associazioni, la commemorazione ha visto la deposizione di una corona in omaggio ai Caduti da parte da parte del prefetto di Trieste e commissario del Governo Valerio Valenti, del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, dell'assessore regionale Pierpaolo Roberti e del presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin. Altre corone sono state deposte  deposte congiuntamente dai sindaci dei comuni di Duino Aurisina/ Devin-Nabrežina, Monrupino/Repentabor, Muggia, Sgonico/Zgonik, San Dorligo della Valle/Dolina e dai rappresentanti dei gruppi e delle Associazioni.     
    “Settantasei anni fa, da questo giorno, grazie alla resistenza ed alle tante sofferte storie personali e di comunità - ha detto nel suo intervento il sindaco Roberto Dipiazza - è nata un’Italia nuova, migliore, che ha impresso nella propria Costituzione i principi di Libertà, Pace e Democrazia. Queste sono state le parole d’ordine di tantissimi giovani, donne e uomini che al fianco degli eserciti alleati hanno combattuto e sacrificato le proprie vite affinché diventassero i valori su cui si fonda la nostra Nazione e su cui è nata l’Unione Europea”. 
    Dipiazza ha  ribadito  come: “Oggi con il nostro popolo e l’intera umanità, al fianco delle Istituzioni e di tutte le donne e gli uomini impegnati in prima linea, siamo uniti in una nuova resistenza per annientare il nemico comune della pandemia che a tanti di noi ha procurato sofferenze e lutti. Solo continuando a restare uniti in questa lotta possiamo uscirne migliori sia individualmente che come comunità”.“Queste date simbolo -ha evidenziato ancora il sindaco di Trieste- molto spesso, sono oggetto di strumentalizzazioni. La contrapposizione politica fa parte, in modo naturale, della dialettica della democrazia è l’anima della democrazia e non deve essere utilizzata come una clava ideologica”.  
    Infine  - ha concluso il sindaco Roberto Dipiazza - “è con grande piacere, soprattutto in questo momento complesso e difficile ed in continuazione con un percorso di pacificazione che sto portando avanti nel rispetto delle differenze e nel riconoscimento delle reciproche sofferenze, che ho voluto allargare il programma degli interventi anche al rappresentante delle Associazioni dei partigiani ed ex deportati. La Festa della Liberazione non è la bandiera di una fazione, è un simbolo perché patrimonio della Nazione tutta”. 
    Sono seguiti quindi gli interventi del sindaco di Sgonico/Zgonik Monica Hrovatin che ha tra l’altro evidenziato l’importanza di “ricordare i tragici fatti che hanno segnato le vite delle nostre genti” e ancora “la resilienza e la volontà di crescere in una società più giusta”. Fabio Vallon a nome delle Associazioni dei Partigiani e Deportati ha evidenziato “la scelta difficile di uomini, donne e giovani” e come  “la Resistenza fu un fatto plurale”. “A queste donne e a questi uomini dobbiamo la nostra libertà” presupposto per “far crescere sempre più rigoglioso l’albero della libertà, della fratellanza, della convivenza e della pace”. Il messaggio delle organizzazioni sindacali confederali è stato portato dalla lavoratrice Vanessa Maggi che ha evidenziato come “è stata proprio la classe dei lavoratori a dare il contenuto popolare della Resistenza”. E ricordando la testimonianza di Riccardo Goruppi ha ribadito come “alle nuove generazioni va consegnato un messaggio di unità e coesione”. 
    La celebrazione è proseguita con i riti religiosi: cattolico, officiato dal vicario generale della Diocesi,  mons. Pier Emilio Salvadè; ebraico, a cura del rabbino capo della Comunità ebraica Paul Alexandre Meloni. Per la Comunità evangelica il rito sarà officiato dal pastore della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno Michele Gaudio, in rappresentanza di Comunità Anglicana, Comunità Cristiana Avventista del Settimo Giorno, Comunità Anglicana,  Comunità Evangeliche Elvetica, Luterana, Metodista e Valdese.  I riti Serbo-Ortodosso e Greco-Orientale non verranno officiati, in quanto entrambe le comunità celebrano oggi la domenica delle palme.
    Al termine si tenuto un breve intervento musicale di Tatiana Malalan, accompagnata dalla fisarmonica di Miran Pecenik, in rappresentanza del Coro triestino partigiano Pinko Tomažič - Tržaški partizanski pevski zbor Pinko Tomažič.
    Da segnalare infine che in mattinata, prima della cerimonia alla Risiera di San Sabba, una delegazione dell’Amministrazione comunale di Muggia ha deposto una corona d’alloro al monumento dedicato ad Alma Vivoda, in via Pindemonte, presente il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco di Paola Panteca, che deposto un mazzo di fiori.
COMTS-GC