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25 aprile 2019

74° anniversario della Liberazione: celebrata l’annuale solenne cerimonia alla Risiera di San Sabba.

Deposte ieri corone commemorative dei Caduti della Resistenza, in vari punti della città. Aperta, sempre in Risiera, fino al 2 giugno, la mostra “Razzismo in cattedra. Il liceo Petrarca di Trieste e le leggi razziali del 1938”
74° anniversario della Liberazione: celebrata l’annuale solenne cerimonia alla Risiera di San Sabba.

Si è tenuta oggi, giovedì 25 aprile, nel 74° anniversario della Liberazione, la tradizionale solenne cerimonia commemorativa alla Risiera di San Sabba.

Presenti autorità civili, militari e religiose, tra le quali il Sindaco di Trieste e diversi Sindaci dei Comuni minori della provincia, il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Prefetto-Commissario del Governo nella Regione FVG Valerio Valenti e la Commissaria Europea ai Trasporti Violeta Bulc, la cerimonia ha preso avvio con l'ingresso di un picchetto del Reggimento Piemonte Cavalleria Secondo e dei Gonfaloni dei Comuni di Muggia e di Trieste decorati rispettivamente di Medaglia d'Argento e d'Oro al Valor Militare, presenti pure i Gonfaloni degli altri Comuni della provincia e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, i labari delle Associazioni della Resistenza e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nonché la bandiera della Brigata Ebraica che, inquadrata nell'Ottava Armata britannica, contribuì alla liberazione d'Italia. Presenti quest'anno, tra le Associazioni d’Arma, ben otto sezioni degli Autieri d'Italia che hanno scelto quest'occasione per celebrare il proprio raduno interregionale.

Dopo la deposizione di una corona d'alloro del Presidente della Regione, del Prefetto e del Sindaco di Trieste, di una seconda corona congiunta dei Sindaci di Duino-Aurisina/Devin-Nabrežina, Monrupino/Repentabor, Muggia, Sgonico/Zgonik e San Dorligo della Valle/Dolina, e di altre corone e omaggi floreali delle Associazioni della Resistenza, sono iniziati gli interventi istituzionali, aperti dal rappresentante dei Sindacati provinciali Stefano Baldi, con un saluto incentrato su alcuni commossi ricordi di quel terribile periodo e sul valore del lavoro come sottolineato nell'Articolo 1 della Costituzione; quindi, gli interventi del Sindaco di Trieste, sulla Resistenza intesa come patrimonio dell'intera nazione e non “bandiera” di una sola parte e quindi sulla necessità di ricominciare insieme un cammino comune (vedi testo integrale intervento, allegato) e del Sindaco di San Dorligo della Valle/Dolina sui significati e l'importanza della Giornata della Liberazione e temi politici attuali collegati, nonché sul necessario dialogo e amicizia tra i popoli.

Sono stati successivamente celebrati i riti religiosi cattolico (officiato da mons. Pier Emilio Salvadè, Vicario Generale della Diocesi di Trieste), ebraico (con il Rabbino Ariel Haddad), greco-ortodosso (con l’Archimandrita Grigorios Miliaris), serbo-ortodosso (con Padre Raško Radović) ed evangelico (con il Pastore delle Comunità Evangeliche Elvetica Valdese e Metodista Dieter Kampen in rappresentanza di tutte le Comunità di matrice luterana presenti in città).

Terminata la cerimonia con l'uscita dei Gonfaloni, si è quindi tenuto un concerto del Coro Partigiano Triestino “Pinko Tomažič” intitolato “Canzoni, parole e fiori per il 25 aprile”.

Nelle giornata di ieri, 24 aprile, aveva avuto luogo, sempre in ricordo e omaggio ai Caduti della Resistenza della nostra città, la tradizionale deposizione di corone in diversi punti del territorio segnati dalle tragiche vicende di quegli anni di guerra. Una delegazione dell'Amministrazione Comunale, con la partecipazione dello stesso Sindaco, si era così recata al Cippo della Resistenza nel Parco della Rimembranza a San Giusto, al Monumento ai Caduti di Servola, Sant'Anna e Coloncovez in via dell’Istria, alla lapide ai Caduti antinazisti del 1944 in via Massimo D'Azeglio, alla lapide in Strada di Guardiella 25 dedicata ai Caduti italiani e sloveni di San Giovanni nella lotta di Liberazione, alla lapide ai 51 martiri di via Ghega del 1944, al Cippo commemorativo al Poligono di Opicina in ricordo dei 5 fucilati condannati dal Tribunale Speciale nel 1941 e dei 71 fucilati per rappresaglia tedesca nel 1944.

Nel pomeriggio una delegazione del Comune di Muggia aveva deposto una corona d'alloro al monumento ad Alma Vivoda in via Pindemonte, dove l'Amministrazione Comunale di Trieste ha recato un proprio omaggio floreale.

Da ricordare che nella Sala Commemorazioni della Risiera di San Sabba è aperta (fino al 2 giugno, tutti i giorni dalle ore 9 alle 18.30) la mostra “Razzismo in cattedra. Il Liceo Petrarca di Trieste e le leggi razziali del 1938”, curata dal suddetto Liceo triestino in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, il Museo ebraico “Carlo e Vera Wagner” e l’Archivio di Stato di Trieste.


COMTS – FS