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29 luglio 2019

“Trieste Estate 2019”: parte giovedì sera, 1 agosto, in Piazza Verdi (ore 21), una ”cinque giorni” cinematografica a cura della casa del cinema di Trieste.

Con la rassegna “#cinemanordest”, cinque film girati, prodotti e ambientati nelle Tre Venezie: “Menocchio” di Alberto Fasulo, “Isabelle” di Mirko Locatelli, “Resina” di Renzo Carbonera, “I nomi del signor Sulčič” di Elisabetta Sgarbi e il classico “Cuori senza frontiere” di Luigi Zampa
“Trieste Estate 2019”: parte giovedì sera, 1 agosto, in Piazza Verdi (ore 21), una ”cinque giorni” cinematografica a cura della casa del cinema di Trieste.

Nell'ambito della manifestazione “Trieste Estate 2019”, promossa dal Comune di Trieste a beneficio di chi resta in città e dei numerosi turisti che giungono in visita, ritorna anche quest'anno il cinema all'aperto, nella cornice di Piazza Verdi.

Nelle serate da giovedì 1 a lunedì 5 agosto, sempre con inizio alle ore 21 e a ingresso libero, il cartellone presenta la rassegna “#cinemanordest”, organizzata dall'associazione Casa del Cinema di Trieste. Il cinema del Nordest, girato, prodotto e ambientato tra i paesaggi umani e fisici delle Tre Venezie, da sempre al centro di incontri e proiezioni organizzate dalle associazioni di cultura cinematografica triestine, è il focus di questa mini-rassegna estiva, il cui programma propone quattro titoli emblematici della produzione più recente e un classico del Neorealismo. 

Il ciclo comincia, come detto, giovedì 1 con il dramma storico “Menocchio” di Alberto Fasulo, alla presenza del regista. Realizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e della FVG Film Commission, presentato in concorso al Festival di Locarno e vincitore del Gran Prix du Jury all’Annecy Cinéma Italien, è la storia del mugnaio eretico Domenico Scandella, processato dall’Inquisizione nel Friuli di fine 1500.

La rassegna prosegue venerdì 2 con “Isabelle” di Mirko Locatelli, alla presenza del regista e della sceneggiatrice Giuditta Tarantelli. Al centro della storia, l’incontro tra una donna (Ariane Ascaride), un’astronoma di origini francesi che vive in una grande casa immersa tra i vigneti nei pressi di Trieste, e un ragazzo, legati da un avvenimento che sconvolgerà le loro vite. Presentato al Festival di Montreal, dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura, e realizzato con il sostegno di FVG Film Commission. il lungometraggio è stato girato fra diverse location di Trieste e della sua costiera e le colline di Cormons. 

Nella serata di sabato 3 sarà proiettato “Resina”, opera prima di Renzo Carbonera, alla presenza del regista. Il film, con protagonista l’attrice (e cantante) veneziana Maria Roveran affiancata da Thierry Toscan, è ambientato a Luserna in Trentino, in una piccola comunità di montagna, e mette in scena la storia di una giovane donna in un mondo di uomini, traendo ispirazione dalle vicende del Coro Polifonico di Ruda, coro friulano di tradizione austro-ungarica.

Per domenica 4 è in programma in Piazza Verdi “I nomi del signor Sulčič” di Elisabetta Sgarbi, alla presenza della regista e dello sceneggiatore Eugenio Lio. Tra documentario e finzione, un viaggio nella memoria personale e collettiva, da Trieste a Lubiana fino a Tolmin, tra spie naziste, fascisti, milizie di Tito, identità vere e false, padri e figli, veri o presunti tali. Il film è interpretato da un cast eterogeneo con protagoniste femminili Lučka Počkaj, Elena Radonicich, Ivana Pantaleo, affiancate da Paolo Graziosi, Roberto Herlitzka e Branko Završan, con la partecipazione di Claudio Magris e Giorgio Pressburger e la colonna sonora di Franco Battiato. 

Serata conclusiva lunedì 5 con il classico del Neorealismo “Cuori senza frontiere”, film in bianco e nero del 1950 per la regia di Luigi Zampa, con protagonisti Gina Lollobrigida e Raf Vallone e la partecipazione di Callisto Cosulich e Tullio Kezich. Si narra la storia dell'immaginario paese di San Luca, sul Carso vicino a Trieste, alla fine della seconda guerra mondiale. Un giorno giunge la Commissione Alleata e in poche ore traccia una linea bianca che separa quella terra in due zone: Zona A sotto il controllo alleato e Zona B sotto il controllo jugoslavo. Improvvisamente il paese si ritrova diviso.... La serata, realizzata in collaborazione con la Cineteca del Friuli, presenta la nuova copia digitalizzata del film (realizzata sulla base del restauro del 2001), con una introduzione a cura di Sergio M. Grmek Germani.

“Trieste Estate 2019” è promossa e organizzata dal Comune di Trieste con il contributo della Fondazione CRTrieste e il sostegno di Trieste Trasporti.

(informazioni e aggiornamenti su triestestate.it, www.triestecultura.it, www.comune.trieste.it)

COMTS - FS

TRIESTE ESTATE 2019 - #cinemanordest - rassegna cinematografica all'aperto
piazza Verdi – 1, 2, 3, 4, 5 agosto - ore 21 - ingresso libero
a cura della Casa del Cinema di Trieste
 

PROGRAMMA e SCHEDE DEI FILM

giovedì 1 agosto - ore 21.00
“MENOCCHIO” (Italia/Romania, 2018, 104’) di Alberto Fasulo 
alla presenza del regista Alberto Fasulo
Italia. Fine 1500. La Chiesa Cattolica Romana, sentendosi minacciata nella sua egemonia dalla Riforma Protestante, sferra la prima sistematica guerra ideologica di uno Stato per il controllo totale delle coscienze. Il nuovo confessionale, disegnato proprio in questi anni, si trasforma da luogo di consolazione delle anime a tribunale della mente. Ascoltare, spiare e denunciare il prossimo diventano pratiche obbligatorie, pena: la scomunica, il carcere o il rogo. Menocchio, vecchio, cocciuto mugnaio autodidatta di un piccolo villaggio sperduto fra i monti del Friuli, decide di ribellarsi. Ricercato per eresia, non dà ascolto alle suppliche di amici e famigliari e invece di fuggire o patteggiare, affronta il processo. Non è solo stanco di soprusi, abusi, tasse, ingiustizie. In quanto uomo, Menocchio è genuinamente convinto di essere uguale ai vescovi, agli inquisitori e persino al Papa, tanto che nel suo intimo spera, sente e crede di poterli riconvertire a un ideale di povertà e amore.
Il film, realizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e della FVG Film Commission, si avvale delle consulenze storiche, scientifiche e letterarie di Andrea Del Col, Gian Paolo Gri, Aldo Colonnello, Rosanna Paroni Bertoja e del Circolo Culturale Menocchio; la ricerca storiografica è basata sull'opera “Domenico Scandella detto Menocchio. I processi dell’Inquisizione 1583‐1599” di Andrea Del Col.  
Trailer: https://youtu.be/E2Sxz5X1obA

venerdì 2 agosto - ore 21.00 
“ISABELLE” (Italia, Francia, 2018, 90’) di Mirko Locatelli
con Ariane Ascaride, Robinson Stévenin, Lavinia Anselmi, Samuele Vessio
alla presenza del regista Mirko Locatelli e della sceneggiatrice Giuditta Tarantelli
Isabelle è un’astronoma di origini francesi, vive in Italia in una grande casa immersa tra i vigneti sulle colline nei pressi di Trieste. Il sole splende sulla campagna, il mare a pochi chilometri si infrange sulla costa rocciosa, il paesaggio è un paradiso e come tutte le estati suo figlio Jérôme passerà qualche tempo con lei. Isabelle lo ama molto, è pronta a fare qualsiasi cosa per lui, ma l’incontro con Davide, un giovane che sta attraversando un momento di grande difficoltà, stravolgerà le loro vite e Isabelle dovrà compiere una scelta che porterà inevitabilmente a un epilogo doloroso.
Le riprese del film, realizzato con il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film Commission, hanno interessato diversi luoghi del capoluogo giuliano e del Friuli: la “Sacchetta” con il Circolo Canottieri Trieste, la Casa di cura Salus, il Caffè San Marco, la pineta di Barcola e i bagni “Topolini”, l’Immaginario Scientifico di Grignano e la spiaggetta di Duino, fino alle colline ricoperte dai vigneti di Cormons.
Trailer: https://youtu.be/igQk5VQ4tVM

sabato 3 agosto - ore 21.00 
“RESINA” (Italia, 2017, 90') di Renzo Carbonera 
con Maria Roveran, Thierry Toscan, Jasmin Mairhofer, Alessandro Averone, Mirko Artuso
alla presenza del regista Renzo Carbonera
Un coro di uomini. Un direttore donna. Una famiglia e una piccola comunità di montagna, che hanno bisogno di ritrovare il senso d’unione, per affrontare la sfida del domani. La giovane violoncellista Maria è delusa dallo spietato mondo della musica. Ritorna al paesino di montagna delle sue origini, una piccola enclave isolata dove si parla ancora una lingua arcaica: il cimbro. Qui trova una situazione familiare complessa e una piccola comunità alle prese con i primi effetti del cambiamento climatico. Quasi per caso, o forse perché è impossibile non trovarsi all’unico bar della piazza, Maria entra in contatto con il glorioso coro polifonico maschile di cui faceva parte suo nonno. In realtà ora il tutto è in completo disarmo, affidato a una manciata di strampalati ubriaconi da bar, e Quirino è l’unico di loro a non volersi arrendere all’evidenza: sogna ancora di partecipare a un fantomatico concorso canoro, in grado di riportarli all’antico splendore. Per fare questo chiede aiuto a Maria, e lei accetta la sfida perché sotto sotto cerca un modo per riavvicinarsi al mondo della musica. Un caleidoscopio di personaggi tinge di ironia e ritmo il racconto di un piccolo mondo, alle prese con lo spauracchio del cambiamento climatico e con la determinazione di Maria. Ne emerge la storia di una giovane donna in un mondo di uomini.
Opera prima di Renzo Carbonera, ambientato a Luserna in Trentino, il film è ispirato alle vicende recenti del Coro Polifonico di Ruda, coro friulano di tradizione austro-ungarica.
Trailer: https://youtu.be/e-w_-3u4nss

domenica 4 agosto - ore 21.00 
“I NOMI DL SIGNOR SULČIČ” (Italia, 2018, 80’) di Elisabetta Sgarbi  
alla presenza della regista Elisabetta Sgarbi e dello sceneggiatore Eugenio Lio
con Lučka Počkaj, Elena Radonicich, Ivana Pantaleo,Gabriele Levada, Paolo Graziosi, Roberto Herlitzka, Branko Završan e la partecipazione di Claudio Magris e Giorgio Pressburger
Irena Ruppel ha scoperto cose inaudite della sua vita, quando, in compagnia della sua amica Ivana, ricercatrice universitaria, arriva in una valle remota nel Delta del Po. E sembra sapere molte cose del valligiano che la accoglie, il quale, a sua volta, rimane incuriosito e sconcertato da questa affascinante donna slovena, che sembra non parlare italiano, ma che pare capire tutto quello che accade. Irena lascia un indizio esile al valligiano Gabriele, con il suo nome e una località di confine tra Italia e Slovenia lungo il fiume Isonzo, Tolmin (o Tolmino, quando era italiana). Gabriele non resiste e si mette sulle tracce di Irena, da Trieste a Lubiana, infine a Tolmin. Un viaggio che gli spalancherà la verità sulla identità dei suoi genitori, su se stesso e, infine, sulla donna che ha generato questa esplosione nella sua tranquilla e placida vita. Tra documentario e finzione, un viaggio nella memoria personale e collettiva, tra spie naziste, fascisti, milizie di Tito, identità vere e false, padri e figli, veri o presunti tali. 
Trailer: www.youtube.com/watch?v=AhSKyNfqlqg&feature=youtu.be

lunedì 5 agosto - ore 21.00 
“CUORI SENZA FRONTIERE” (Italia, 1950, 90') di Luigi Zampa
con Gina Lollobrigida, Raf Vallone, Cesco Baseggio, Erno Crisa, Enzo Staiola, Ernesto Almirante
Si narra la storia dell'immaginario paese di San Luca, sul Carso vicino a Trieste, alla fine della seconda guerra mondiale. Un giorno giunge la Commissione Alleata e in poche ore traccia una linea bianca che separa quella terra in due zone: Zona A sotto il controllo alleato e Zona B sotto il controllo jugoslavo. Improvvisamente il paese si ritrova diviso.... Compaiono nel film i critici cinematografici Callisto Cosulich e Tullio Kezich, quest'ultimo impegnato sul set anche come segretario di produzione.
Il restauro del film è stato possibile grazie alla collaborazione della Scuola Nazionale di Cinema – Cineteca Nazionale, Eurowanderkino e Cineteca del Friuli, nell'ambito del progetto Interreg II Italia-Slovenia sostenuto dalla Comunità Europea, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. È stato realizzato nei laboratori Haghefilm di Amsterdam a partire dai negativi d'epoca messi a disposizione dalla Cristaldifilm. 
Trailer: www.youtube.com/watch?v=pOKpRRLKoCc